'Terra di Lavoro: dopo i Borbone nulla?' Il meeting allo Spazio Aveta

All’evento anche Gennaro De Crescenzo, presidente dell’ Associazione Neoborbonica e autore della monografia ‘I peggiori 150 anni della Nostra Storia’, Pino Aprile celebre giornalista, scrittore, autore dell’ormai canonizzato saggio ‘Terroni’ e Raffaele Cutillo architetto e direttore dell'OfCA

san prisco - Si terrà oggi, alle 18.00, presso lo Spazio Aveta di San Prisco, il meeting ‘Terra di Lavoro: dopo i Borbone il nulla?’ orchestrato in collaborazione con Giuseppe Nuzzo. Presenzieranno all’evento Gennaro De Crescenzo, presidente dell’ Associazione Neoborbonica che da anni si batte in difesa della memoria storica del Sud, e autore della monografia ‘I peggiori 150 anni della Nostra Storia’, Pino Aprile celebre giornalista, scrittore, autore dell’ormai canonizzato saggio ‘Terroni’, e Raffaele Cutillo architetto e direttore dell'OfCA. Oggetto dell’incotro-dibattito saranno la questione meridionale e lo storico territorio definito ‘Terra di Lavoro’, con particolare attenzione rivolta alla restituzione nel contemporaneo della esperienza borbonica, tralasciando gli aspetti nostalgici e prettamente storici. Al fine di affrontare l’argomento in maniera più tecnica, ci si potrà avvalere della presenza di Pino Aprile, vero e proprio esperto della questione meridionale e non solo, per tentare di comprendere se l’incentivo borbonico verso la produttività, la visione e l’utopia, potrà mai essere recuperato e ricontestualizzato. Si oscillerà dalla esplicitazione potenziale meridionale alla decisa messa in discussione della politica fallimentare odierna. Il tutto partendo da una rilettura della storia del meridione, scrutando gli innumerevoli primati detenuti dal Regno delle due Sicilie nel periodo borbonico, durante il quale il territorio fra Napoli e Caserta visse un periodo di illimitato splendore. Inoltre ci si cimenterà in un’analisi oggettiva della situazione economico-sociale attuale di Terra di Lavoro, confrontandola con quella del periodo borbonico, anche alla luce delle recenti polemiche sullo stato di degrado in cui versa la Reggia di Caserta e l’abbandono del Real Sito di Carditello. Un dibattito senza confini al quale potranno prendere parte tutti i partecipanti.

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