Camorra: si pente Raffaele Piccolo, trema la famiglia di Sandokan

Raffaele Piccolo al momento della cattura
Trentola Ducenta - Sono bastati cento giorni di galera per far pentire Raffaele Piccolo, uno dei referenti del clan di Francesco Schiavone. Fu arrestato lo scorso quindici maggio dai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere per associazione mafiosa nell’ambito dell’omicidio di Papa, Minutolo e Buonanno. Ma il suo ruolo fin dall’inizio è parso preminente all’interno del sodalizio, tanto che alla fine di luglio scorso gli è stata notificata un’ordinanda di custodia cautelare in carcere per concorso in omicidio.
La contestazione del 416 bis non aveva preoccupato Piccolo, cinque anni di reclusione sarebbero passati in fretta, ma la pena per associazione ed il concorso in un triplice omicidio sarebbe stato un ergastolo sicuro, così la scelta più facile diventare collaboratore di giustizia. Sotto protezione i suoi familiari. Il 13 marzo del 2008 la madre Filomena Cavaliere, classe 1955 e la sorella Giuseppina Piccolo, classe1986, furono arrestate perché nascosto in un forno della loro abitazione vennero rinvenuti un fucile mitragliatore militare modello AK47 calibro 7,62 x 39 corredato da un caricatore contenente 28 cartucce stesso calibro ed un fucile a pompa cal. 12 con matricola abrasa privo di marca. All’epoca dei fatti Raffaele Piccolo era detenuto per “associazione a delinquere, estorsioni, armi, ed altro” ritenuto elemento di spicco del Clan dei Casalesi proprio alla fazione di Schiavone. Le armi sequestrate erano tutte funzionanti e pronti all’uso.
Piccolo è da sempre specchiettista e il suo curriculum criminale parla chiaro, a lui il compito di organizzare i vertici e cercare i luoghi ideali proprio come aveva fatto il giorno della scomparsa di Papa, Minatolo e Buonanno. Dalle intercettazioni che i militari hanno rilevato dall’auto di Papa era emerso che i tre avevano aderito alla frangia bidognettiana e che hanno incassato soldi anche dai protetti del clan Schiavone. Raffaele Piccolo è stato il gancio, la persona che ha attirato i tre nella trappola. Così Papa e Minutolo si sono recati al solito posto senza sapere che anziché incontrare i vertici a quell’appuntamento avrebbero trovato la morte. Dal quindici maggio si sono susseguiti una serie di arresti per la vicenda ma la cosa che è emersa è che per la prima volta si parla di Nicola Schiavone come capo clan reggente del sodalizio creato dal padre. Gli assetti criminali del clan dei casalesi cambiano di continuo ma Francesco Schiavone è riuscito a comandare dal carcere proprio grazie alla sua famiglia. Tremano i pilastri di Schiavone, il ruolo di Piccolo all’interno del sodalizio criminale non è marginale. Le sue rivelazioni potrebbero avere un peso sul corso del nuovo anno giudiziario. Dalle intercettazioni si evidenzia il ruolo chiave del delfino di Sandokan e per la prima volta il giudici lo identificano come tale. Raffaele Piccolo potrebbe aprire nuovi scenari ed inchiodare persone fino ad ora rimaste incensurate.
- Login o registrati per inviare commenti
- Invia questa pagina
- Versione stampabile
