Rione Sant'Agostino, le telecamere di Annozero ed uno strano incendio

Venerdì la troupe di Michele Santoro ha registrato immagini dall'ex mercato ortofrutticolo. Dopo 36 ore un incendio è divampato nella stessa area. La videosorveglianza troverà i responsabili? No, perchè non funziona
Non importa quali siano i danni arrecati all'ambiente, non importa che ciò che resta sia uno scenario di distruzione, non importa quali siano le conseguenze per la salute umana. Ciò che conta è che il 'caso Sant'Agostino' non arrivi alle emittenti nazionali. Che le telecamere di 'Annozero' siano state a Santa Maria Capua Vetere è diventato il segreto di Pulcinella. La troupe televisiva di Michele Santoro ha realizzato un reportage sull'emergenza rifiuti in Campania con uno scopo ben preciso: raccontare e dimostrare all'Italia che dopo un anno di governo Berlusconi l'emergenza non è stata superata. Ma, nella nostra terra, ciò che importa è ridurre il danno... dandolo alle fiamme, esattamente 36 ore dopo la registrazione delle immagini video. IL RIONE... A CIELO APERTO - Della zona adiacente all'ex mercato ortofrutticolo tutti sanno che sia diventata una discarica a cielo aperto. In pochi, forse, conoscono i motivi per cui ancora nessuno è riuscito ad intervenire per bonificare l'area. Era il 4 dicembre 2008 quando il Comune di Santa Maria comunicava l'avvenuta rimozione di una parte consistente di rifiuti ed una copertura con teli impermeabili di quella parte che, invece, sarebbe stata rimossa successivamente. L'operazione, compiuta a spese dell'amministrazione (in via del tutto eccezionale), rientrava nell'ambito delle ordinanze emesse dal governo Berlusconi in materia di 'messa in sicurezza delle discariche a cielo aperto'. Da quel momento lo scenario non è mutato. Al contrario è andato via via peggiorando (come dimostrato dai nostri recenti reportage fotografici). Dov'è che si è bloccata la macchina burocratica? Perchè nonostante le ripetute segnalazioni di privati ed associazioni i cumuli di rifiuti si trovano ancora lì? Semplice. Per l'immondizia presente sul ciglio della strada è responsabile il Comune e, di conseguenza, il Consorzio Unico di bacino. Per i rifiuti che, invece, si riversano sul terreno che fiancheggia la strada (la maggior parte per essere precisi) non si può intervenire in quanto il terreno stesso appartiene ad un privato. Quell'area, per chi non lo sapesse, rientra nell'ambito del fallimento Schiavone la cui gestione è attualmente affidata alla curatela fallimentare che, tra l'altro, ha un contenzioso aperto con il Comune di Santa Maria Capua Vetere in virtù della mancata recensione dell'area in questione. Come se non bastasse, non trattandosi di rifiuti speciali (spiegano dall'Ente municipale), la competenza non spetta nemmeno al Commissariato di Bonifiche. L'INCENDIO... PER NULLA CASUALE - La notte tra sabato e domenica i mezzi dei Vigili del Fuoco sono costretti ad intervenire in via San Giovanni. Un incendio è divampato proprio tra i cumuli di rifiuti 'ripresi' 36 ore prime dalle telecamere di Annozero. Mai nessun incendio di quella portata si era verificato prima in quell'area. Ci può stare, diranno in tanti, in fondo siamo nella 'terra dei fuochi'. Ma di seguito vi elenchiamo una serie di anomalie, emerse soprattutto dopo aver fatto una capatina in Procura ed al Comando della Polizia Municipale
  • Coincidenza con il reportage
  • Tre diversi punti di fuoco
  • Materiale 'reciclabile' spostato dai cumuli
  • Consapevolezza dell'inattività dell'impianto di videosorveglianza
COINCIDENZA CON IL REPORTAGE - Come dicevamo, un incendio di quella portata non si era mai verificato prima sebbene il problema rifiuti nel rione Sant'Agostino si protragga da anni. In tanti hanno assistito alle riprese, altrettanti quelli che ne sono venuti a conoscenza solo indirettamente. Ma siamo nell'ambito delle ipotesi... si tratta di una pura coincidenza, quindi andiamo avanti. TRE DIVERSI PUNTI DI FUOCO - La notte tra sabato e domenica qualcuno ha avvertito i vigili del fuoco che, a loro volta, hanno segnalato l'incendio al Comando locale della Polizia Municipale. Nessuna denuncia però. Qualcuno avrà dovuto accertare la cause dell'incendio. Ebbene, noi proveremo a facilitare il lavoro assumendoci la responsabilità di dichiarare l'incendio di natura dolosa. Tre diversi punti di fuoco su tre cumuli di rifiuti distanti l'uno dall'altro centinaia di metri. Autocombustione? Incendio 'colposo'? Non prendiamoci in giro. Qualcuno è andato lì di proposito per bruciare il più possibile. Tre sono le aree interessate dallo sversamento illecito dei rifiuti. Altrattante quelle in cui è divampato l'incendio. MATERIALE RECICLABILE SPOSTATO DAI CUMULI - Potrebbe essere solo un'altra coincidenza, ma già siamo a tre. Venerdì pomeriggio ci siamo recati all'ex mercato ortofrutticolo. Tutto regolare. I rifiuti son sempre lì. Lunedì mattina, il giorno dopo l'incendio, siamo tornati sul posto. Le montagne 'articifiali' sono incendiate, la cubatura delle stesse si è inevitabilmente ridimensionata ma qualcosa non torna. Sul lato opposto della carreggiata si trovano divani, sedie e anche pentole che prima erano dall'altro lato. Una sorta di 'salviamo il possibile' prima di bruciare tutto. CONSAPEVOLEZZA DELL'INATTIVITA' DELL'IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA - Chi mai avrebbe appiccato il fuoco sapendo dell'esistenza di un impianto di videosorveglianza che avrebbe potuto beccarlo? Ebbene, noi solo stamattina abbiamo scoperto che quell'impianto è fasullo. O meglio, come ci hanno poi spiegato dal Comando della Polizia Municipale, l'impianto ancora non è stato collegato alla rete elettrica. I cavi non sono stati portati a collegamento, indi la telecamera non funziona. Ma noi, ripeto, lo abbiamo appreso solo stamattina dopo le dovute capatine nei luoghi opportuni. Chi ha dato alle fiamme i tre diversi cumuli di rifiuti come faceva ad essere certo che la videosroveglianza non ci fosse? E siamo a quattro coincidenze... ben oltre il numero minimo che di solito forma un indizio...

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