Venerdì la troupe di Michele Santoro ha registrato immagini dall'ex mercato ortofrutticolo. Dopo 36 ore un incendio è divampato nella stessa area. La videosorveglianza troverà i responsabili? No, perchè non funziona
Mar, 09/06/2009 - 15:47
Non importa quali siano i danni arrecati all'ambiente, non importa che ciò che resta sia uno scenario di distruzione, non importa quali siano le conseguenze per la salute umana. Ciò che conta è che il 'caso Sant'Agostino' non arrivi alle emittenti nazionali. Che le telecamere di 'Annozero' siano state a Santa Maria Capua Vetere è diventato il segreto di Pulcinella. La troupe televisiva di Michele Santoro ha realizzato un reportage sull'emergenza rifiuti in Campania con uno scopo ben preciso: raccontare e dimostrare all'Italia che dopo un anno di governo Berlusconi l'emergenza non è stata superata. Ma, nella nostra terra, ciò che importa è ridurre il danno... dandolo alle fiamme, esattamente 36 ore dopo la registrazione delle immagini video.
IL RIONE... A CIELO APERTO - Della zona adiacente all'ex mercato ortofrutticolo tutti sanno che sia diventata una discarica a cielo aperto. In pochi, forse, conoscono i motivi per cui ancora nessuno è riuscito ad intervenire per bonificare l'area. Era il 4 dicembre 2008 quando il Comune di Santa Maria comunicava l'avvenuta rimozione di una parte consistente di rifiuti ed una copertura con teli impermeabili di quella parte che, invece, sarebbe stata rimossa successivamente. L'operazione, compiuta a spese dell'amministrazione (in via del tutto eccezionale), rientrava nell'ambito delle ordinanze emesse dal governo Berlusconi in materia di 'messa in sicurezza delle discariche a cielo aperto'. Da quel momento lo scenario non è mutato. Al contrario è andato via via peggiorando (come dimostrato dai nostri recenti reportage fotografici). Dov'è che si è bloccata la macchina burocratica? Perchè nonostante le ripetute segnalazioni di privati ed associazioni i cumuli di rifiuti si trovano ancora lì? Semplice. Per l'immondizia presente sul ciglio della strada è responsabile il Comune e, di conseguenza, il Consorzio Unico di bacino. Per i rifiuti che, invece, si riversano sul terreno che fiancheggia la strada (la maggior parte per essere precisi) non si può intervenire in quanto il terreno stesso appartiene ad un privato. Quell'area, per chi non lo sapesse, rientra nell'ambito del fallimento Schiavone la cui gestione è attualmente affidata alla curatela fallimentare che, tra l'altro, ha un contenzioso aperto con il Comune di Santa Maria Capua Vetere in virtù della mancata recensione dell'area in questione. Come se non bastasse, non trattandosi di rifiuti speciali (spiegano dall'Ente municipale), la competenza non spetta nemmeno al Commissariato di Bonifiche.
L'INCENDIO... PER NULLA CASUALE - La notte tra sabato e domenica i mezzi dei Vigili del Fuoco sono costretti ad intervenire in via San Giovanni. Un incendio è divampato proprio tra i cumuli di rifiuti 'ripresi' 36 ore prime dalle telecamere di Annozero. Mai nessun incendio di quella portata si era verificato prima in quell'area. Ci può stare, diranno in tanti, in fondo siamo nella 'terra dei fuochi'. Ma di seguito vi elenchiamo una serie di anomalie, emerse soprattutto dopo aver fatto una capatina in Procura ed al Comando della Polizia Municipale
- Coincidenza con il reportage
- Tre diversi punti di fuoco
- Materiale 'reciclabile' spostato dai cumuli
- Consapevolezza dell'inattività dell'impianto di videosorveglianza

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