Sversano rifiuti in aree private, scatta il blitz: quattro persone nei guai

L'indagine è partita grazie alle denunce presentate dai residenti

Caserta - Sono quattro gli indagati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito di una inchiesta sui reati ambientali nella ‘Terra dei Fuochi’. Il gruppo aveva posto in essere un’attività dedita alla raccolta di rifiuti di qualsiasi genere da smaltire poi su aree privati, riducendo terreni fertili e a vocazione agricola in discariche a cielo aperto.

Dopo la segnalazione di alcuni residenti esasperati, lo scorso marzo i carabinieri forestali di Caserta avevano sequestrato una vasta area di 12.600 mq, completamente devastata da rifiuti pericolosi e non, anche di tipo speciale, nelle prossimità delle aree di Lo Uttaro, Galizia e via Edison.

Successivamente la Procura sammaritana ha disposto nuove attività di indagine indirizzando i carabinieri in servizi di osservazione, anche tramite sistemi di videosorveglianza, riuscendo nell’immediato a captare le immagini di un Apecar utilizzato per gli sversamenti illeciti.

L’esame delle riprese ha permesso di incentrare le indagini su una piccola cellula di soggetti residenti a Maddaloni, dediti allo sgombero di cantine e al ritiro di materiale ingombrante in disuso, prelevato prevalentemente da abitazioni dell’area urbana di Maddaloni. I rifiuti venivano quindi caricati sull’apecar e sversati nel sito, creando una situazione di degrado ambientale.

Per questo Marco Fiorillo, 40 anni, Antonio Conte, 55 anni, Enrico Santo, 45 anni, Michele Francischetti, 42 anni, (tutti residenti a Maddaloni) sono stati indagati per gestione, trasporto, e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi. L’Apecar utilizzato per il trasporto è stato confiscato e i quattro indagati dovranno accollarsi le spese della bonifica.
 

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