Bufera servizi sociali, nuovo arresto per Di Muro: carcere per Pirro, 28 indagati di lusso

A procedere sono stati i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere: gli indagati sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di pubblica amministrazione

Santa Maria Capua Vetere - Altra bufera giudiziaria a Santa Maria Capua Vetere dopo quella che, nell'aprile del 2016, portò all'arresto dell'allora sindaco Biagio Di Muro nell'ambito dell'inchiesta sui finanziamenti per i lavori di ristrutturazione di Palazzo Teti. Nell'inchiesta odierna è ancora l'ex sindaco Biagio Di Muro ad essere coinvolto, questa volta nell'ambito del settore dei Servizi Sociali. Insieme a lui anche il funzionario comunale Roberto Pirro. Nei loro confronti è partita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli altri, invece, sono fini agli arresti domiciliari e si tratta, nello specifico, di Nicola Santoro, Salvatore Coppola, Biagio Napolano e Giuseppe Cavaliere. Con loro ci sono però altri 28 indagati a piede libero, tra cui persone molto vicine ai destinatari delle ordinanze. 

Tra gli indagati compare anche la Deputata del Pd Camilla Sgmabato

Il comunicato della Procura. Nella prima mattinata odierna, nelle province di Caserta, Napoli e Salerno, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere e personale della Sezione di P.G. -Aliquota Carabinieri- di questa Procura hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su conforme richiesta di questa Procura nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato, falso in atto pubblico, in materia elettorale (art. 86 commi 1 e 2 del D.P.R. 570 del I960), in materia dì illecito trattamento dei dati personali (D.Lvo 196 del 2003) e truffa in danno di ente pubblico (artt. 416, 323, 353, 314, 479 in relazione ali’art. 476, 640 c.p.).

Il provvedimento odierno giunge all’esito di un’articolata attività investigativa diretta da questo Ufficio e condotta dai predetti reparti dell’Arma – a seguito di denuncia sporta da un privato cittadino- al fine di approfondire la gestione del progetto di natura sociale denominato “Home Care Premium”, promosso dall’INPS e destinato agli ex dipendenti INPDAP. L’impianto del progetto prevedeva lo sviluppo di attività di natura socio assistenziali a favore di utenti di più contesti territoriali, gestite, dal punto di vista logistico-amministrativo, dai cosiddetti ambiti territoriali statuiti dalla legge 8 novembre 2000 n.328, “‘Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.

Nello specifico, i fatti oggetto d’indagine hanno riguardato l’Ambito territoriale “CS”, già “C5”, comprendente i comuni casertani di Curti, Casapulla, San Prisco, San Tammaro, Capua, Sparanise, Pignataro Maggiore, Bellona, Calvi Risorta, Rocchetta e Croce, Vitulazio, Camigliano, Pastorano e Giano Vetusto, nonché il comune di Santa Maria Capua Vetere che si configura quale comune “capofila” e polo logistico, amministrativo e contabile di tutte le attività ed i servizi assistenziali realizzati, appunto, nell’Ambito “C8”.

Le irregolarità accertate nella gestione del predetto progetto, hanno, poi, imposto un allargamento dell’oggetto investigativo, circostanza che ha consentito di far luce su attività illecite afferenti ad ulteriori iniziative di natura socio-assistenziale gestite dallo stesso Ambito “C8”, ma finanziate dalla Regione Campania e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’analisi dei fatti e dei contributi investigativi raccolti ha consentito di effettuare una univoca ricomposizione indiziaria e probatoria della vicenda delittuosa, facendo emergere l’esistenza di una stabile struttura organizzativa, ex art. 416 c.p., operante nel territorio sammaritano e composta da politici, dirigenti ed addetti ai competenti uffici comunali e di Ambito, nonché da rappresentanti delle cooperative affidatane, orientata, anche attraverso il condizionamento delle fasi di selezione del personale preposto alla gestione tecnico-amministrativa dei servizi appaltati e di selezione degli utenti/beneficiari dei servizi appaltati (esternalizzati), a monopolizzare, pilotare e gestire in maniera illecite tutte le iniziative promosse dall’Ambito territoriale, con la duplice finalità di ricavare un indebito vantaggio economico e di creare consenso elettorale a favore di taluni rappresentanti politici locali.

Per la realizzazione degli ideali prefissati, l’associazione a delinquere in oggetto è partita garantendosi l’avvicinamento alla macchina amministrativa Sammaritana di funzionali ed impiegati compiacenti da “gestire”. E’ stato, preliminarmente, avviato, su iniziativa dell’ex Sindaco di S.M.C.V., un procedimento di distacco di un funzionario regionale che ha potuto così maturare i requisiti necessari per rispondere, da solo, al bando per l’assegnazione del posto di Istruttore Direttivo presso il Comune di S. Maria C.V.. L’ente pubblico poi, nel redigere il bando per il concorso indicato, inseriva requisiti così dettagliati ed “attagliati” alla persona di interesse, già in mobilità presso l’ente, che era l’unico a presentare domanda e, quindi, a risultare vincitore del concorso, insediandosi in pianta stabile presso il citato ente. Analoghi sistemi illeciti sono stati utilizzati dai membri dell’associazione per la costituzione dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale C8 (organo tecnico di supporto, con funzioni di gestione, amministrazione, monitoraggio e salutazione del Piano Sociale di Zona Territoriale nonché di raccordo con l’amministrazione regionale), centro gestionale delle risorse assegnate all’Ambito, ovvero per la nomina dei sette componenti. Alcuni candidati (in particolare due), legati ad esponenti della politica locale, hanno avuto la possibilità di disporre delle domande per il concorso in oggetto ben prima della data stabilita per la prova orale, ponendosi in posizione di assoluto vantaggio rispetto agli altri concorrenti, il tutto con la compromissione, grave, delle legittime aspettative degli altri candidati e della regola basilare (meritocratica) che informa il reclutamento di personale nella P.A.

L’assetto così dato ali’ Ufficio di Piano, guidato dall’ex responsabile dei servizi sociali di Santa Maria Capua Vetere, ha consentito all’ex sindaco Biagio Di Muro di controllare tutte le attività di competenza dell’Ambito e di assoggettarle a note logiche di acquisizione del consenso elettorale, con sistemi tipicamente corruttivi. Vi è stata una chiara ed evidente commistione tra politica e gestione amministrativa, che ha avuto il compito di controllare un settore delle gestione amministrativa che nuove circa € 3.000.0000,00 l’anno. L’associazione delinquenziale così articolata ha stante quanto accertato, indirizzato l’aggiudicazione delle gare d’appalto relative ai progetti, di seguito elencati, a favore di Cooperative e Associazioni – in alcuni casi riunite sotto A.T.I. {Associazioni Temporanee di Impresa) — compiacenti, alcune direttamente riconducibili ai promotori dell’associazione a delinquere che ricoprivano ruoli di primo piano nell’iter amministrativo di affidamento dei servizi: – Progetto “Home Care Premium 2012”, finanziato dall’INPS, dell’importo di 420.000,00 euro, avente ad oggetto prestazioni a favore di ex dipendenti INPDAP; aggiudicato all’A.T.I. “la Meridiana- Invento” nonché “Invento – Hares – Terzo Millenio”; – Progetto “// Volo Libero” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’importo di 86.000,00 euro, volto a favorire l’integrazione culturale, artistica e sportiva di persone disabili, aggiudicato alla Cooperativa “Invento”;

Progetto “Babysitting e Ludobus”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di euro 95.752,00 euro, finalizzati, rispettivamente, alla “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle mamme lavoratrici di bambini di età fino a 36 mesi” e alla “creazione di momenti ludico ricreativi itineranti a favore di minori in genere”, aggiudicato al Consorzio ” La Rada”; – Progetto “Non prendiamoci in giro- Lotta alla droga”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 2.800,00 euro, finalizzato alla creazione di momenti di riflessione per la lotta all’uso di sostanze stupefacenti, aggiudicato all’Associazione “Agaphantus”; – Progetto “Centro per le famiglie'”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 70.600,00 euro, avente ad oggetto la creazione di spazi dedicati al sostegno, alla tutela e al potenziamento delle capacità genitoriali in famiglie multiproblematiche, aggiudicato all’A.T.I “InventoAgaphantus”; – Progetto “Voucher a finalità multipla”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di
132.000,00 euro, finalizzato ad offrire sussidi economici per l’acquisto di servizi di cura rivolti a minori di età compresa tra O e 12 anni, nonché per la retribuzione di assistenti familiari per la cura di anziani non autosufficienti, aggiudicato alla Cooperativa “Hares”;

Progetto ADS Disabili, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di € 125.000,00, con la finalità di consentire a persone con disabilità, di conservare autonomia di vita, nella propria abitazione, nel proprio ambiente familiare e sociale, aggiudicato alla Cooperativa “Consorzio Italia”. L’impianto indiziario-probatorio, integrante i presupposti cautelari, è stato edificato mediante elaborate attività tecniche di natura intercettiva, corroborate da riscontri documentali nonché dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti e di indagati che hanno deciso di collaborare. Da tali attività è emerso un notevole esborso di fondi pubblici, in taluni casi per servizi mai svolti, come per il progetto “Ludobus”, o per servizi svolti ma erogati in maniera illegittima, a favore di soggetti non riunenti i requisiti formali del bando, come nel caso del progetto “Babysitting”. Per tali servizi lo Stato ha speso denaro pubblico per oltre € 100.000,00. È stato erogato il servizio di babysitteraggio in favore di famiglia che non avevano i requisiti richiesti per accedervi. Anche altri progetti (come per il progetto “II Volo Libero”) hanno visto sperpero di denaro pubblico, mediante la rendicontazione di false fatture o fatture “gonfiate”, ottenendo rimborsi illeciti addirittura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che dalla Regione Campania. In taluni casi (come per i progetti “Lotta alla Droga” e “Voucher a finalità Multipla”), mediante falsa documentazione pubblica, hanno fatto fattiziamente risultare affidati servizi a enti esterni, riconducibili alla gestione dei funzionari dell’Ambito C8, e erogate i medesime servizi, attività che è risultata mai svolta, per poi incamerare indebitamente il corrispettivo/valore del servizio/appalto.

Il reclutamento degli operatori delle cooperative avvantaggiate nell’assegnazione degli appalti, è sempre avvenuto sotto lo stretto controllo (politico) dell’ex sindaco e della struttura da lui organizzata e capeggiata, che privilegiava persone a lui politicamente legate, preferendo i residenti del Comune Capofila (S. Maria C.V.). la selezione degli operatori da impiegare da parte degli Enti aggiudicatali dei servizi è stata del tutto controllata e manipolata. Le modalità di gestione dell’intero Ambito territoriale hanno permesso, da un lato, indebiti arricchimenti patrimoniali e, dall’altro, un controllo politico elettorale, trattandosi di servizi e progetti destinati a fasce di popolazione facilmente condizionabili sotto il profilo economico.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti di natura cautelare sono stati notificati avvisi di garanzia e conclusione indagini a carico di ulteriori 28 indagati, nonché eseguiti sequestri preventivi di beni e conti bancari riconducibili alle cooperative e alle compagini sociali aggiudicatane dei progetti illecitamente condizionati nonché di beni riconducibili ad alcuni degli indagati. Il G.I.P., concordando con la richiesta di misura coercitiva avanzata da questo Ufficio, anche per quanto riguarda la sussistenza di concrete ed attuali esigenze cautelari, ha disposto per due indagati la misura cautelare della custodia cautelare in carcere mentre per gli altri 5 quella degli arresti domiciliari.

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