Corruzione e truffa: coinvolti impiegati della Conservatoria di Santa Maria Capua Vetere

Eseguite 12 misure cautelari nei confronti di dipendenti pubblici in servizio all’Agenzia delle Entrate

Santa Maria Capua Vetere - Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Casetta hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di 12 persone (3 custodie in carcere, 2 agli arresti domiciliari, 4 divieti di dimora e 3 divieti temporanei di esercitare attività professionali), emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. I destinatali del provvedimento sono accusati, a vario titolo, di corruzione continuata (arti 81, 319 e 319 bis c.p.), abuso d'ufficio (art. 323 c.p.), truffa aggravata (art. 640 c.p.), falsità ideologica commessa dal p.u. in atti pubblici (art. 479 c.p.). Le indagini, svolte dai Carabinieri e coordinate da questa Procura della Repubblica, sono state condotte in stretta collaborazione con la Direzione Centrale AUDIT dell'Agenzia delle Entrate di Roma anche a seguito di alcune irregolarità registrate da quell'Ufficio. 

 

LA DENUNCIA - A far nascere l'inchiesta è stato un dipendente dell'ufficio che ha denunciato le pratiche illecite dei propri colleghi sfruttando l'istituto introdotto dalla Legge Severino come strumento anti-corruzione. La sua denuncia anonima ha fatto dato il via all'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. "Sarebbe opportuno - ha detto nel corso della conferenza stampa il procuratore capo Maria Antonietta Troncone - che l'amministrazione tutelasse questo impiegato tenendolo all'ufficio di Santa Maria Capua Vetere, invece di trasferirlo.

 

COSA ACCADEVA A SMCV - Da una prima attività istruttoria svolta analizzando le richieste di ispezioni ipotecarie effettuate in un arco temporale ridotto da alcuni dipendenti dell'Ufficio di Santa Maria Capua Vetere, è stato riscontrato un numero sproporzionato di visure ad "uso ufficio" ed "esenti" rispetto al totale di quelle eseguite regolarmente, situazione questa alquanto anomala. Il complesso delle investigazioni, avvenute a mezzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché con l'utilizzo di video riprese e di riscontri documentali ha permesso di disvelare l'esistenza di un vero e proprio sistema criminale consistente nel fornire, in cambio di denaro, certificazioni, ispezioni/ visure ipotecarie in violazione delle procedure previste dalla normativa vigente, ovvero il richiedente otteneva senza il versamento della relativa imposta di bollo e senza passare per l'apposito sportello per la ricezione del pubblico, la documentazione richiesta. Tale sistema era così ben consolidato che raramente gli impiegati corrotti si vedevano costretti a chiedere esplicitamente l'illecito pagamento, essendo ormai divenuta prassi il versamento "in nero" della quota relativa alla prestazione fornita. Le attività di indagine hanno permesso di accertare un introito mensile "in nero" da parte dei suddetti dipendenti pubblici di migliaia di euro e un analogo risparmio da parte dei professionisti che richiedevano la documentazione. 

 

L'INTERCETTAZIONE - Tale circostanza trova peraltro conferma nel fatto che lo stesso capo ufficio, nel corso di una conversazione intercettata, riferisce al collega come, grazie a questi introiti extra, riesca a pagare il proprio mutuo. Extra che si aggiravano sui 5-600 euro mensili. L'indagine ha permesso, inoltre, di accertare come gli indagati abbiano posto in essere le citate condotte illecite utilizzando tecniche diverse tra loro, hi particolare è emerso che alcuni alteravano le certificazioni cancellando con il liquido correttore le sigle dell'operatore e la dicitura "uso ufficio" o "esente" (automaticamente generata dal sistema per tutte le richieste che non prevedono versamenti delle tasse ipotecarie), rendendole così fruibili in tutte le procedure amministrative e giudiziarie. Altri, invece, riproducevano le immagini delle pagine dei registri riportanti i dati d'interesse, trasmettendole poi via mail o attraverso il telefono cellulare. In altri casi si è acclarato come uno degli indagati abbia prodotto della documentazione ad hoc, riproducendo false richieste da parte delle Forze di Polizia per giustificare l'accesso ai sistemi telematici e la stampa di certificati "esenti" riguardanti immobili ubicati anche in altre province del territorio nazionale, privandole, quindi, del protocollo informatico e della data. La mole di documentazione acquisita, supportata dalie intercettazioni delle comunicazioni, ha evidenziato un ingente numero di episodi criminali in cui sono coinvolti anche importanti professionisti operanti sia in Campania, sia nel Lazio (complessivamente 23 persone, tra cui figurano avvocati, visuristi, geometri, ingegneri, commercialisti e dipendenti di studi notarili), i quali hanno usufruito degli illeciti servizi effettuati dei dipendenti pubblici corrotti. Il complesso investigativo si è svolto anche grazie ad una costante interlocuzione con i vertici dell'Ente Pubblico, che aveva effettuato la denuncia a questa Procura della Repubblica e che « e estrinsecata in utili informazioni circa il funzionamento dei complessi meccanismi che regolano il lavoro della Conservatoria dei Beni Immobiliari ed in merito alle modalità con cui gli impiegati infedeli potessero far strumentale le funzioni svolte per perseguire un tornaconto personale.

I SOGGETTI COINVOLTI - In cella sono finiti i responsabili dell'Ufficio, ovvero il funzionario capo Graziano Castaldo, di 57 anni, e i suoi stretti collaboratori Andrea Ventriglia di 62 anni e Raffaele Gagliardi di 64 anni. Ai domiciliari sono finiti l'altro dipendente Gennaro Marletta, di 66 anni, e il 56enne Nunzio Di Fuccia, fratello di un impiegato dell'ufficio, peraltro indagato, che entrava e usciva dalla Conservatoria come un normale assunto e aiutava i dipendenti a sbrigare le pratiche illecite. Il Gip ha inoltre emesso le misure del divieto di dimora e del divieto temporaneo di esercitare l'attività professionale per altri sette indagati, tutti professionisti, in particolari geometri e dipendenti di studi notarili residenti in Campania e nel Lazio, che avevano quotidianamente a che fare con l'ufficio e sfruttavano la prassi illecita. 

 

ELENCO DEI SOGGETTI AI QUALI E' STATA APPLICATA LA MISURA CAUTELARE

Custodia Cautelare in Carcere

1. CASTALDO Graziano, classe 1960

2. VENTRIGLIA Andrea, classe 1955;

3. GAGLIARDI Raffaele, classe 1953

 

Arresti domiciliari

4. DI FUCCIA Nunzio classe 1961;

5. MARLETTA Gennaro, classe 1951;

Divieto di dimora nella provincia di Caserta

6. FUNICIELLO Mirella, classe 1968;

7. PERFETTO Giorgio, classe 1974;

8. CASERTA Grazia, classe 1956;

9. CAPPABIANCA Igino classe 1967;

 

Divieto temporaneo di esercitare l'attività professionale

10. DE SANTIS Massimo classe 1962;

11. CARRELLA Giovanni, classe 1967;

12.TRAETTINO Giovanni, classe 1984

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