Scacco al clan Bifone, tre arresti: controllavano gli affari tra Macerata e Portico

Il gruppo operava anche in virtù di un accordo specifico con il clan Belforte che controllava la zona di Marcianise

Portico di Caserta - Nell'ambito di un'indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli - Direzione distrettuale antimafia - i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, nelle province di Caserta e Chieti, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di tre indagati ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso.

L'indagine, avviata nell'anno 2015, a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali il capo dell'omonimo clan Antonio Bifone, la moglie Giuseppina Di Caprio, Bruno Buttone, Michele Froncillo e Antonio Amato, ha consentito attraverso una laboriosa attività di riscontro di individuare ulteriori soggetti facenti parte dell'associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché all'usura ed estorsione in danno di imprenditori della zona industriale di Portico di Caserta.

Il Gip ha concordato con la tesi investigativa elaborata dai militari dell'Arma secondo la quale gli odierni indagati hanno partecipato, ciascuno nella consapevolezza della rilevanza causale del proprio apporto, all'associazione di tipo mafioso denominata "clan Bifone", promossa, diretta ed organizzata da Alfredo Bifone e Antonio Bifone i quali, operando nel territorio di Portico di Caserta, Macerata Campania e nelle zone limitrofe, anche in virtù di uno specifico accordo con il clan Belforte che controllava la zona di Marcianise, si avvalevano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne derivava, per la realizzazione dei seguenti scopi:

1. Controllo delle attività economiche, anche attraverso la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali

2. Rilascio di concessioni e autorizzazioni amministrative

3. Acquisizione di appalti e servizi pubblici

4. Condizionamento delle attività delle amministrazioni pubbliche, locali e centrali

5. Reinvestimento speculativo in attività imprenditoriali, immobiliari, finanziarie e commerciali degli ingenti capitali derivanti dalle attività delittuose, sistematicamete esercitate (estorsione in danno di imprese affidatarie di pubblici e privati appalti e di esercenti attività commerciali, traffico di sostanze stupefacenti, usura ed altro

6. Assicurare impunità agli affari attraverso il controllo, realizzato anche con la corruzione, di organismi istituzionali

7. Conseguimento, infine, per sè e per gli altri affiliati di profitti e vantaggi ingiusti

L'azione di contrasto al sodalizio, le molteplici sentenze di condanna intervenute negli anni e la collaborazione di alcuni elementi di spicco del clan, hanno consentito all'autorità giudiziaria di riaprire le indagini, durante le quali si è proceduto alla certosina disamina di documentazione collegandola alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, fatto che ha permesso di contestare anche agli odierni indagati il vincolo associativo.

Gli arrestati: 

1. D'Amico Antonio, nato a Capua il 02.02.1963

2. Stabile Giuseppe, nato ad Aversa il 30.10.1965

3. Bifone Nicola, nato a Portico di Caserta il 28.08.1958

Deferito in stato di libertà Vaiano Pietro, nato a Portico di Caserta il 12.09.1959

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