Operazione Azimut: armi e traffico di droga, due arresti

Nei guai Antonio Orlando Manzi e Raffaele Fiorinelli

Nelle prime ore della mattinata odierna i Carabinieri del R.O.S. hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 2 persone, indagate per i delitti di detenzione e porto illegale di armi, acquisto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Per ulteriori 28 indagati, questa Procura Distrettuale aveva chiesto — a vario titolo — l'applicazione di analogo provvedimento per associazione mafiosa, estorsione e altro, oltre all'illecita detenzione e cessione di droga. Il Giudice per le indagini preliminari, pur riconoscendo la validità dei gravi indizi di colpevolezza per buona parte delle contestazioni, ha tuttavia escluso la sussistenza delle esigenze cautelari, in ragione di autonome valutazioni fatte in ordine ai singoli reati fine, per i quali non ha rilevato altresì l'aggravante mafiosa. Solo a carico degli indagati Antonio Orlando Manzi 65 anni e Raffaele Fiorinelli 54 anni il GIP ha confermato parte degli elementi di reato raccolti, oggetto di contestazione con le richiamate fattispecie delittuose. L'operazione odierna scaturisce dal prosieguo delle attività di indagine denominata "AZIMUT', condotta dal Reparto Anticrimine di Napoli nei confronti del Clan dei Casalesi (gruppi riferibili alle famiglie ZAGARIA e IOVINE), che ha già registrato un primo intervento con l'esecuzione, il 10 novembre 2015, di un provvedimento cautelare nei confronti di 19 indagati per associazione di tipo mafioso, detenzione di armi, sequestro di persona, ricettazione, riciclaggio, intestazione fittizia di beni e altri reati aggravati dalle finalità mafiose. L'approfondimento, in particolare sul contesto associativo riconducibile alla famiglia IOVINE di San Cipriano d'Aversa capeggiata dai fratelli IOVINE Salvatore e IOVINE Mario, nipoti di IOVINE Mario, co-fondatore del Clan dei Casalesi, assassinato a Cascais (Portogallo) il 6 marzo 1991, ha permesso di evidenziare come il sodalizio, approfittando del momentaneo disorientamento dell'intera organizzazione casalese dopo la cattura del boss ZAGARIA Michele (7.12.2011) e il conseguente "vuoto di potere", fosse riuscito ad affermarsi, per la gestione di alcune attività illecite, su parte del territorio casertano e in alcune aree di quello laziale mediante rapporti con esponenti di altre consorterie criminali, tra i quali è spiccata la figura di Antonio Orlando Manzi, già esponente del clan GRAZIANO di Quindici (AV), da anni domiciliato a Tivoli, dove è stato rintracciato e arrestato. Proprio attraverso costui, esponenti di questo gruppo del clan dei casalesi avevano realizzato un traffico di sostanze stupefacenti che è culminato la cessione - attraverso un emissario poi arrestato - di 10 kg di hashish al trafficante Raffaele Fiorinelli di San Benedetto del Tronto, sequestrati il 17 dicembre 2013 e ritenuti essere destinati allo smercio nelle località costiere marchigiane. Infine, l'attività investigativa ha permesso di documentare la disponibilità di armi da parte di Manzi.

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