Ferito e abbandonato, l'ombra del combattimento tra cani. L'appello degli animalisti: "Aiutiamoli"

Negli scorsi giorni per le strade di Casal di Principe è stato ritrovato un cane che presentava ferite profonde, molto probabilmente a causa dei combattimenti tra cani

Casal di Principe - Deperito, malnutrito, ferito e abbandonato. E’ una vera e propria odissea quella che ha dovuto affrontare un cane abbandonato con ancora la corda al collo per le strade di Casal di Principe. Quella corda che è una sorta di simbolo della schiavitù a cui era stato sottoposto l’animale ritrovato ed accudito da un’animalista del territorio, che ha preso in carico l’animale e lo ha portato da un veterinario per farlo visitare.

Sul corpo del Dogo Argentino sono state trovate lesioni anche profonde, segni evidenti riconducibili a combattimenti tra cani, così come confermato anche dal referto del veterinario. Segni tangibili di quel che l’uomo è in grado di fare, piegare la volontà di un animale e lanciarlo nella mischia contro altri cani, salvo poi abbandonarlo perché magari non è più utile alla ‘causa’.

Fortunatamente le condizioni del cane non sono pessime, ma va curato. Ecco perché anche attraverso la pagina Animalisti di Casal di Principe è stato lanciato un appello per aiutare ed accudire l’animale che rischia di andare in un canile, mentre avrebbe un enorme bisogno di cure e di affetto, quello che forse non ha mai ricevuto in tutta la sua vita.

Intanto la vicenda fa riemergere il problema del combattimento tra cani, una pratica barbarica che continua ad essere presente, come conferma Rossella Landolfo referente provinciale di Oipa che ha preso in cura il cane: “Purtroppo troviamo molto spesso cani abbandonati e malnutriti, in questo contesto ci sono anche cani utilizzati per il combattimento”. Le razze più utilizzate sono proprio i Dogo o i Pitbull che vengono “sottoposti a delle vere e proprie torture per prepararli alla lotta” dice Landolfo che aggiunge: “I cani vengono anche drogati così da fargli perdere ogni inibizione”. Le stesse torture che forse ha dovuto subire anche il Dogo Argentino che presenta “ferite non provocate da un litigio di branco, ma molto simili a quelle che da post combattimento”. Per aiutare questi cani l’associazione li accudisce in ricoveri specifici ed in questo caso anche l’affido è complicato, poiché l’animale non può essere dato ad una famiglia qualsiasi, proprio perché utilizzato per i combattimenti.

Il ritrovamento del cane fa venire fuori anche un altro macro problema, ovvero quello relativo al cane utilizzato esclusivamente come un “business” come conferma Landolfo che dice: “Molto spesso non c’è la cultura di come accudire un animale domestico. Spesso – conclude – i cani vengono utilizzati solo come stalloni per farli riprodurre 

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