Portico di Caserta. Piccirillo ai domiciliari. Quali conseguenze per l'area tecnica del comune?

L'accusa per Piccirillo è di turbativa d’asta relativamente alle opere di completamento della ‘area Pip di Casapulla

Portico di Caserta - Tra i destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare, nell’ambito della maxi operazione che ha portato all’arresto di 69 persone tra amministratori, politici, coletti bianchi e imprenditori tra le province di Napoli e Caserta, c’è anche l’ingegnere Carlo Antonio Piccirillo, colpito dalla misura degli arresti domiciliari con l’accusa di turbativa d’asta relativamente alle opere di completamento della ‘area Pip di Casapulla, di cui all’epoca dei fatti, nel 2015, Piccirillo era dirigente.

Se da una parte, dunque, dall’inchiesta scaturisce ora l’interesse a sondare i retroscena di uno scandalo che ha ricostruito le traiettorie che legano politica, imprenditoria, colletti bianchi al clan dei casalesi, dall’altra bisogna riconsiderare le posizioni di chi svolgeva impieghi pubblici e, di conseguenza, quali e quante ripercussioni avranno le misure cautelari adottate nei loro confronti.

Quali saranno i provvedimenti adottati dal Comune di Portico di Caserta, ora che il responsabile dell’area tecnica Carlo Antonio Piccirillo, è sospeso dal servizio a causa della misura cautelare degli arresti domiciliari?

A spiegarlo è Aldo Aldi, commissario prefettizio da marzo dello scorso anno, dopo la caduta dell’amministrazione Massaro.  “Dopo aver proceduto alla sospensione cautelare d’ufficio dal servizio, le mansioni di Piccirillo passeranno all’altro responsabile dell’area tecnica, il geometra Angelo Piccirillo – spiega Aldi – non si procederà dunque alla nomina di un dirigente esterno per non gravare sul bilancio comunale”.

“In questa fase, inoltre- prosegue il commissario – non si procederà, da prassi, ad alcun provvedimento disciplinare, per il quale bisognerà attendere il riesame e l’eventuale rinvio a giudizio di Piccirillo”.

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