"I cosentino vanno messi in ginocchio", chiesti 9 anni di carcere per l'ex sottosegretario

Il legale di Cosentino, coinvolto nel processo 'Il Principe e la Scheda ballerina' ha chiesto "assoluzione piena, perché il fatto non sussiste"
 "Nicola Cosentino va assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste". Così l'avvocato Agostino De Caro, legale di Nicola Cosentino, al termine dell'arringa nel processo in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e denominato "Il Principe e la Scheda Ballerina" in cui l'ex sottosegretario all'Economia del Pdl è imputato per corruzione e reimpiego di capitali illeciti con l'aggravante mafiosa in relazione alla costruzione di un centro commerciale (Il Principe) voluto, secondo gli inquirenti, dal clan dei Casalesi, ma mai realizzato. De Caro - come scrive l'Ansa - ha confutato l'ipotesi accusatoria - pm della Dda di Napoli Fabrizio Vanorio e Alessandro D'Alessio - secondo cui Cosentino si sarebbe speso per far ottenere alla società che doveva edificare il centro, la Vian srl di Nicola Di Caterino (imputato nel processo), un finanziamento di 5 milioni di euro dell'Unicredit; a tale scopo, sostengono gli inquirenti, Cosentino si sarebbe recato a Roma, presso la filiale di via Bari, il 7 febbraio 2007, insieme allo stesso Di Caterino, all'allora esponente di Forza Italia Mario Santocchio, al deputato Luigi Cesaro, per avallare la richiesta di erogazione dei fondi. Il prestito fu inizialmente erogato ma poi fu bloccato per mancanza di garanzie. I pm della Dda hanno chiesto 9 anni di carcere per l'ex esponente del Pdl.

"I Cosentino vanno messi in ginocchio e va confiscata la loro società (l'Aversana Petroli, nda)". Lo ha detto - secondo quanto riferito dall'Ansa - il sostituto procuratore della Dda di Napoli Alessandro D'Alessio al tribunale di Santa Maria Capua Vetere durante la requisitoria del processo cosiddetto "carburanti", in cui sono imputati per vari reati con l'aggravante mafiosa, tra cui estorsione e illecita concorrenza, l'ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino, i fratelli Giovanni e Antonio, l'ex Prefetto di Caserta ed ex deputato Pdl Maria Elena Stasi. La vicenda riguarda le presunte pressioni fatte dai Cosentino perché il comune di Villa di Briano negasse l'autorizzazione - cosa effettivamente avvenuta - alla richiesta di apertura di una pompa di benzina avanzata dall'imprenditore Luigi Gallo, che ha poi denunciato i Cosentino.

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