Usura ed estorsioni, arrestato 55enne titolare di un mobilificio

L'uomo prestava soldi con tassi usuraio e minacciava di morte le vittime
Nel corso della mattina odierna, i Carabinieri della Stazione di Maddaloni hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura, nei confronti di Antonio Di Vico 55 anni, titolare di un noto mobilificio ubicato nel comune di Maddaloni, per i delitti di usura ed estorsione (artt. 644, 629 cp). La misura cautelare è stata emessa all'esito di un'articolata attività di indagine affidata ai carabinieri di Maddaloni, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Le investigazioni hanno permesso di appurare come l'indagato, approfittando dello stato di bisogno economico di alcune persone, originarie dello stesso comune di residenza, avesse prestato diverse somme di denaro, lucrando, con la restituzione di capitale e di cospicui, illeciti, interessi, consistenti somme di denaro.

In particolare, Antonio Di Vico si faceva promettere e restituire la somma di 174.501 euro da due sorelle, titolari di un negozio di prodotti casalinghi, quale corrispettivo di un prestito di denaro di 1000 euro risalente al 2006. La pervicace azione criminale di Antonio Di Vico nei confronti delle vittime proseguiva senza soluzione di continuità, procurandosi, egli, ulteriori illeciti vantaggi economici, in ciò agevolato dalla oramai critica situazione economica che stava attanagliando le due sorelle. Infatti, le indagini hanno consentito di disvelare come il medesimo Antonio Di Vico  avesse costretto le sorelle a vendergli un appartamento di proprietà del valore di 240.000 euro, che egli poteva acquistare versando meno di 100.000 , in tal modo sottraendo dal maggiore importo gli interessi usurari che le vittime avrebbero dovuto corrispondergli.
Le attività di indagine consentivano di raccogliere un grave compendio indiziario in ordine ad altra vicenda di usura, questa volta, ai danni di un vigile urbano; quest'ultimo riceveva, da Antonio Di Vico, in prestito la somma di denaro pari ad 1000 eyrinell'anno 2008, obbligandosi a restituire la somma complessiva di 198.000 euro a titolo degli interessi usurari stabiliti. La vittima in questione, in una circostanza, chiese all'indagato un documento che attestasse lo stato delle cambiali sottoscritte e, in cambio, riceveva una scrittura privata dalla quale emergeva l'acquisto fittizio presso il suo negozio, da parte del vigile urbano, di mobili per un importo di 39.700,00 Euro, circostanza assolutamente non veritiera; e ciò a dimostrazione della particolare scaltrezza di Antonio Di Vico, il quale cercava, evidentemente, di eludere eventuali successivi controlli in sede di ricostruzione della vicenda. Le investigazioni hanno consentito altresì di ricostruire le modalità di riscossione dell’ingiusto profitto adottata dall’uomo, essendo emerso come lo stesso fosse solito minacciare di morte le vittime ed i rispettivi parenti; oppure intimorirle prospettando la possibilità di ricorrere all’intervento della criminalità organizzata locale. Le indagini, scaturite dalle denunce delle persone offese, sono consistite anche nell’effettuazione di perquisizione domiciliari che hanno consentito l’acquisizione di documenti contabili di straordinaria valenza indiziaria, non ché in accertamenti patrimoniali svolti dalla IV sezione del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta. Infatti, contestualmente all’esecuzione della misura cautelare personale, si è proceduto al sequestro preventivo, a carico di Antonio Di Vico della somma di 180 mila euro pari ai profitti illecitamente realizzati ai danni dei malcapitati. Il destinatario del provvedimento, espletate le formalità di rito, è stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

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