Camorra e appalti, dissequestrati beni e conti di Francesco Di Giunta

Il Pm della Dda di Napoli Catello Maresca ha accolto le richieste dei legali

Caserta - Dopo il dissequestro dei beni aziendali, arriva il dissequestro dei beni personali e dei conti correnti personali a Francesco Di Giunta, l' imprenditore edile di Castel Volturno, fratello di Rita Di Giunta, ex presidente di Terra di Lavoro società partecipata della Provincia di Caserta.

Il Pubblico Ministero della DDA di Napoli Catello Maresca ha accolto la nuova richiesta dei suoi difensori Raffaele Gaetano Crisileo e Gaetano Crisileo che - come hanno fatto la volta scorsa per i beni aziendali - hanno depositato - anche questa volta - al magistrato inquirente una voluminosa serie di documenti comprovanti la liceità dei beni del Di Giunta. L’imprenditore Francesco Di Giunta era stato arrestato il 18 gennaio scorso ed era stato incarcerato a seguito di operazione del comando provinciale carabinieri di Caserta che aveva eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare. Gli era stato contestato il reato di associazione a delinquere per favorire il clan dei casalesi attraverso l’aggiudicazione di pubblici appalti in favore degli Zagaria di Casapesenna e per il tramite della sorella Rita che aveva ruoli di vertice politici. Dopo pochi giorni dall’interrogatorio di garanzia il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, il dott. Mario Morra, su richiesta della difesa, rivisitò la posizione del Di Giunta Francesco scarcerandolo. Poi vennero dissequestri i beni aziendali ed ora arriva anche il dissequestro dei beni personali su ordine dello stesso Pubblico Ministero Catello Maresca ai quali i difensori, l'avv. Raffaele Crisileo e l'avv. Gaetano Crisileo avevano depositato richiesta rinunziando al riesame e convinti di dimostrare da subito la estraneità del loro assistito rispetto a logiche criminali contestate.

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