Olive trattate con solfato di rame, perquisizione in due aziende alimentari di San Prisco

Le percentuali di rame rinvenute erano anche tre volte superiori a quelle consentite
Nella mattinata odierna i Carabinieri del N.A.S. di Caserta ha eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di due aziende di lavorazione e distribuzione all'ingrosso di alimenti di San Prisco, nonchè un decreto di sequestro di alcune partite di olive da mensa risultate trattate con "solfato di rame" (fungicida che diventa tossico se utilizzato in grandi quantità ndr). I provvedimenti sono scaturiti dall'esito di alcuni campionamenti effettuati dal personale del medesimo Reparto per i quali, le indagini di laboratorio eseguite dall' ARPAC di Benevento, hanno dimostrato la presenza del "RAME" con tenori anche tre volte superiori a quelli consentiti.I valori rilevati in sede di analisi fanno ritenere che le olive siano state trattate col citato fitofarmaco, in fase post raccolta, con lo scopo di conferire a detti alimenti un colore verde più intenso e, come tale, renderli più appetibili agli occhi degli ignari consumatori finali.Le medesime analisi di laboratorio hanno altresì evidenziato la presenza di altri additivi per i quali sono in corso ulteriori accertamenti analitici.Nei confronti dei responsabile delle due aziende sono stati ipotizzati i reati di commercio di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.) con aggiunta di additivi chimici non autorizzati con decreto del Ministro per la sanità o, comunque, senza l'osservanza delle norme prescritte per il loro impiego (art. 5 L. 283/62).

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