Buona Scuola, "l'algoritmo" non funziona: insegnante casertana vince il ricorso

La docente, trasferita a Genova, si è vista soltanto ora collocare vicino alla propria residenza dopo un lunghissimo iter amministrativo

Caserta - "Ancora una volta l’algoritmo della cosiddetta 'buona scuola' non ha funzionato ed ancora una volta l’errore è stato sanato dalle aule di Tribunale". Questa volta a farne le spese era stata una insegnante di Marcianise, M.V., la quale si era ritrovata trasferita a Genova, vedendosi scavalcata da insegnanti "con un punteggio nettamente inferiore al suo". In particolare  M.V., assunta con contratto a tempo indeterminato nella scuola primaria, presentava domanda di mobilità territoriale per l’A.S. 2016/2017, indicando 128 preferenze territoriali (ricomprese tra gli ambiti di Campania e Lazio) ma veniva assegnata ad una Scuola della Liguria.

Nella graduatoria, in particolare, si vedeva attribuire 23 punti e scavalcare da insegnati con un punteggio inferiore (con esclusione dei fruitori della legge 104) e, (dopo il danno la beffa) trasferita a Genova (senza averne fatto nemmeno richiesta). Subito si è rivolta ad uno studio legale chiedendo chiarimenti in merito. Dopo una analisi, l’Avv. Carmine Di Monaco, dello Studio Associato Di Monaco - Delle Curti, ha rilevato che il punteggio è stato illegittimamente attribuito poiché, applicando le tabelle allegate al “C.C.N.I. concernente la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’a.s. 2016/2017” del 08.04.2016, e tenuto conto soprattutto dell’illegittimità di quanto previsto dal medesimo C.C.N.I. in relazione alla valutazione degli anni pre-ruolo, la ricorrente aveva diritto a vedersi attribuiti 47 punti invece che 23.

“Come in altre cause affrontate e vinte – sostiene l’Avv. Carmine Di Monaco – in nostro Studio Legale ha dimostrato come il cosiddetto algoritmo utilizzato dal Ministero (ossia un programma informatico per determinare i trasferimenti della mobilità 2016) ha commesso grossolani errori in quanto, oltre a non essere chiaro nel funzionamento (non sono stati forniti i codici sorgente), non ha rispettato quanto previsto dal CCNI sulla mobilità sul rispetto del punteggio e dell’ordine delle preferenze, nel senso di assegnare ad ogni aspirante la prima sede/ambito libero”. “Ebbene il Miur, utilizzando il contestato algoritmo, ha operato in violazione di legge disapplicando anche le pronunce dei vari Tribunali Amministrativi Regionali che ne avevano sospeso gli effetti”. Nel caso della sig.ra M.V., l’errore è stato sanato con una ordinanza del Tribunale di Genova che ha riconosciuto le ragioni della ricorrente a vedersi collocare vicino alla propria residenza.

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