Furti sacrileghi alla Chiesa dell'Annunziata: è caccia al ladro

Indagini a tappeto sulla sede parrocchiale di Sant'Eustachio. Chiese dell'Annunziata prese di mira in Campania e nel basso Lazio
Un altare senza Crocifisso, una Chiesa spogliata dei suoi arredi sacri, il corpo di Gesù divelto dalla sua Croce e spezzato. Scene che nessun cristiano vorrebbe vedere, ma che purtroppo sono sotto gli occhi di tutti nella Chiesa dell’Annunziata di Sessa Aurunca. Un colpo al cuore, un colpo all’arte sacra, un colpo alla storia e all’identità di una Città. Questo è il bilancio nella comunità di Sant’Eustachio che, a distanza di poco meno di dieci giorni, continua ad essere profondamente turbata da quanto accaduto la notte del 21 e del 26 dicembre. Due furti, contrassegnati da una piena conoscenza delle vie di accesso ad una delle più importanti Chiese del Centro storico di Sessa, messi a tiro da qualcuno che ben conosceva l’importanza e il valore del Patrimonio dell’edificio di culto dell’Ave Gratia Plena. I FATTI. La notte del 21 dicembre uno o più malviventi, entrano nel cuore della notte, portando via nove putti in legno, lo stemma dell’Ave Gratia Plena e la Colomba dello Spirito Santo: in legno ed argento meccato, risalenti al Settecento e in fase di restauro. Delusione, sgomento, inviti continui rivolti agli abitanti del centro cittadino a contattare le forze dell’ordine nel caso qualcuno avesse visto qualcosa ma nessuno immagina che, da li a meno di cinque giorni, un secondo furto riguarderà ciò che era stato scartato la volta prima. Arriviamo alla notte tra il 26 e il 27 dicembre. Forse gli stessi, forse altri ma, nei fatti, gli ingressi della Chiesa vengono scardinati ancora una volta, per portare via il grande crocifisso dell'altare, turiboli del Settecento, secchielli con aspersori, vari elementi di arredo sacro nonché il grande arazzo d’argento della Madonna Addolorata. Materiale, per intero catalogato dal MiBACT. Il luogo sacro è oggetto di interventi di ristrutturazione e di riqualificazione dal 1° ottobre del 2015. Interventi programmati e realizzati grazie ai fondi dell’8 per mille della Chiesa Cattolica, diretti da un pool di professionisti esperti in recupero dei beni culturali e supervisionati costantemente dagli Uffici di Curia preposti e dal Vescovo diocesano. Un bene di inestimabile valore che non solo rappresenta un importante luogo di culto e di riferimento pastorale per Sessa Centro ma si impone, nel Centro storico, per la sua bellezza storico-artistica. Facciate, consolidamento delle aree, restauri dei beni mobili, seguiti, passo dopo passo, con energia e amore, dal Parroco nonché Vicario Episcopale per i Beni Culturali Don Roberto Guttoriello, al quale sono giunte tantissime testimonianze di solidarietà e vicinanza per l’esecrabile furto. CASI ANALOGHI. Ma gesti sacrileghi in edifici intitolati al culto e alla devozione della Madonna Annunziata non sono accaduti soltanto nella Diocesi di Sessa Aurunca. A quasi metà del 2015, ad essere depredata dai ladri, fu anche la Chiesa della Santissima Annunziata di Maranola, Formia, dove furono trafugati oggetti quasi similari e di altrettanto valore storico. Ma dati sconcertanti escono fuori se si prende in considerazione un solo anno solare, il 2016. Una serie di furti messi a punto sempre in Chiese dedicate all’Annunziata. Parliamo della Chiesa dell’Annunziata di Itri, anch’ella ubicata al centro del paese e oggetto di lavori di ristrutturazione, in una notte della prima decade di gennaio furono portati via monili e arredi sacri. A distanza di poco più di dieci giorni, ad essere colpito fu il Santuario dell’Annunziata di Giugliano. Restando in Campania, ma spostandoci di qualche mese, a luglio con esattezza, ennesimo furto anche nella settecentesca chiesa arcipretale della SS. Annunziata di Airola, Benevento. LE INDAGINI. Indagini ancora in corso e a tappeto sono quelle condotte dalla Compagnia dei Carabinieri di Sessa Aurunca e dall’Autorità Giudiziaria, per individuare i responsabili del furto. Non è stata esclusa alcuna pista, si lavora a 360 gradi. Nel frattempo, all’interno della Chiesa sono stati già installati sistemi di videosorveglianza e antintrusione di ultima generazione. I fedeli sperano che almeno la refurtiva venga recuperata. Noi ci uniamo all’appello: “Denunciare qualora si fosse a conoscenza”.

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