Truffa alle assicurazioni, arrestati anche vigili urbani. Coinvolti gli assassini di Sologiuc

Dall'attività di indagini è emerso che venivano simulati furti e rapine al fine di percepire indebitamente il conseguente indennizzo da parte delle compagnie assicurative
Questa mattina, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di otto persone, indagate per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di compagnie assicurative, falso ideologico e materiale, simulazione di reato e corruzione di pubblici ufficiali. [In fondo al pezzo i nomi degli arrestati]

L'omicidio - L'indagine è partita nel maggio del 2015 ed il 4 gennaio 2016 ha portato anche all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due fratelli di San Cipriano d'Aversa (Cipriano e Arturo Cioffo), accusati dell'omicidio di una cittadina rumena di 35 anni Mariana Veronica Sologiuc. Anche in quel contesto le motivazioni dell'omicidio vennero individuate nell'inserimento della vittima nel traffico illecito di autovetture posto in essere dai due indagati, che si erano serviti della donna proprio per portare a termine alcune di quelle attività, che avevano poi fatto scattare dei dissidi sfociati nell'omicidio.

La truffa - Nel prosieguo delle indagini sono stati raccolti altri elementi di di colpevolezza a carico degli indagati per omicidio, anche per i reati riguardanti la misura cautelare eseguita in data odierna. In particolare, dall’attività investigativa è emerso che, nel contesto del più ampio traffico illecito riguardante gli autoveicoli, venivano anche acquistati ed assicurati contro il furto e la rapina veicoli di ingente valore economico. Successivamente ne venivano simulati furti e rapine al fine di percepire indebitamente il conseguente indennizzo da parte delle compagnie assicurative. Successivamente, i veicoli “indennizzati” venivano rivenduti a terzi, con un ulteriore illecito profitto. Nell'attività investigativa sono stati rinvenuti almeno 25 casi di auto fatte sparire o bruciate in maniera fittizia. Si tratta anche di auto di grande calibro come Maserati e Bmw, che poi una volta 'ritrovate' venivano rivendute a terzi, procurando un doppio compenso a chi gestiva l'affare che chiedevano anche l'indennizzo alla compagnia assicurativa per incendio o furto.

I vigili urbani - In tale vicenda è risultato determinante l’apporto fornito da quattro appartenenti alla Polizia Municipale di Villa di Briano e di San Marcellino, tutti destinatari di misura cautelare, i quali, secondo l’ipotesi accusatoria, in palese violazione dei loro doveri ed al fine di consentire ai sodali la vendita del bene già indennizzato dalle compagnie assicurative redigevano, dietro corrispettivo in denaro, falsi verbali di rinvenimento dei veicoli, omettendo altresì di comunicare la circostanza del loro ritrovamento alla società assicurativa che avrebbe dovuto rientrarne in legittimo possesso. I quattro vigili urbani sono considerati a tutti gli effetti membri del sistema. Il loro ruolo era quello di emettere un verbale per il ritrovamento fittizio delle auto bruciate o rubate. Questo verbale, però, non veniva trasmesso alle compagnie assicurative e per questo i vigili venivano 'ricompensati' con un pagamento di 800 euro. Senza la trasissione del documento i gestori dell'affare potevano rivendere le auto ritrovate.

Ecco i nomi degli arrestati: Sebastiano Cioffo, Cipriano Cioffo, Arturo Cioffo, Luisa Maisto, Raffaele Santoro, Giuseppe Della Corte, Luigi Santoro, Antonio Roma
 

Commenta su Facebook