Appalti sui rifiuti: 20 arresti eccellenti. In manette il presidente della Provincia Angelo Di Costanzo

Le attività di indagine hanno consentito di portare alla luce un vero e proprio sistema criminale finalizzato all’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi Comuni del casertano. Misure restrittive anche per il sindaco di Piedimonte Vincenzo Cappello e l'ex fascia tricolore di Casagiove

Caserta - La Guardia di Finanza e i carabinieri di Caserta hanno eseguito questa mattina 20 misure di custodia cautelare emesse dall'ufficio Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura, nei confronti di amministratori locali, pubblici funzionari e noti imprenditori. Sette persone finiscono ai domiciliari, tredici in carcere.

Le attività di indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, hanno consentito di portare alla luce un vero e proprio sistema criminale finalizzato all’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi Comuni del casertano.

In particolare, la Procura sottolinea in una nota di aver portato alla luce "un vero e proprio sistema criminale finalizzato all’assegnazione illecita di appalti milionari in diversi Comuni del casertano". Agli arresti finiscono tra gli altri Angelo Di Costanzo, oggi presidente della Provincia di Caserta, nonché sindaco del comune di Alvignano insieme a un assessore ed al comandante della polizia municipale dello stesso paese; il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello, l'ex sindaco di Casagiove Elpidio Russo ed anche il presidente del consorzio di bonifica Sannio-Alifana, Pietro Cappella.

Tra gli imprenditori figura anche il titolare della Impresud, Francesco Iavazzi, azienda che si occupa di servizi ambientali.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti al termine della conferenza stampa che si terrà presso l’ufficio del Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Dott.ssa M. Antonietta Troncone.

I NOMI DEGLI ARRESTATI misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dei seguenti indagati: Imperadore Luigi, Raucci Francesco, Iavazzi Francesco, Sorbo Luciano, Cappello Vincenzo, Terreri Pietro, Di Costanzo Angelo, Rauso Gaetano, Manca Antonio, Cappella Pietro Andrea, Giannetti Simone Luigi, Palermiti Ernesto, Franco Vincenzo Mario

Misura cautelare degli arresti domiciliari, nei confronti dei seguenti indagati: Tedesco Antonella, Simonetti Giuseppe, Russo Elpidio, Imperatore Giuseppe, Menditto Fabio, D'Onofrio Gennaro, Marra Domenico.

LA CONFERENZA - Secondo quanto riferito dal procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Maria Antonietta Troncone, in conferenza stampa gli arresti sono arrivati dopo le dichiarazioni dell'imprenditore Di Nardi della Dhi e di altri imprenditori. Il sistema di corruzione tra politica e organi tecnici era ben oleato e questi ultimi erano "completamente asserviti alla politica" ha detto Troncone che ha parlato anche di una spartizione degli appalti divisi per zone, come ad esempio accadeva alla ditta "Termotetti che ricevava i lavori a Nord di Napoli". "In molte procedure ditte presentano domanda ma ritenendo già di non avere requisiti o non la presentano proprio in accordo con altre ditte per una spartizione a tavolino" dice Troncone che aggiunge: "Questo sistema è stato denominato 'sistema Raucci': il tecnico confezionava appalti ad hoc per le ditte individuate". Francesco Raucci è una figura chiave in questo contesto poiché fungenva da intermediario. Raucci è un ex tecnico del Cub esperto del settore dei rifiuti, entrato nelle fila del gruppo Termotetti. Secondondo quanto fa sapere il Gip a Raucci era datto il "compito di elaborare e realizzare - nella qualità di coordinatore operativo della Termotetti S.a.s. di Tedesco Antonella & co. - i connotati essenziali del programma criminale finalizzato a garantire l'aggiudicazione, alla predetta società, di un numero indeterminato di procedure ad evidenza pubblica, relative all'affidamento di appalti aventi ad oggetto la gestione dei servizi di igiene urbana ed altre commesse pubbliche orbitanti nell'ambito del ciclo integrato dei rifiuti". Il tecnico era una sorta di punta di diamante in questo settore illecito, poiché, sempre secondo quanto contenuto nell'ordinanza Raucci, su mandato di Imperadore e Tedesco,  si è pervicacemente ed "insidiosamente ingerito nelle procedure di gara oggetto d'indagine, in quanto, antecedentemente o successivamente alla pubblicazione degli atti di gara, ha orientato - o addirittura personalmente elaborato o modificato - il contenuto degli stessi, in modo tale da creare dei veri e propri ''abiti su misura", confezionati ad arte per valorizzare le caratteristiche e le peculiarità tecniche della società riconducibile alla famiglia Imperadore. Il tutto con la connivenza degli amministratori e dei funzionari pubblici direttamente coinvolti nelle procedure stesse o, comunque, collocati ai vertici delle amministrazioni comunali".

LE ACCUSE A DI COSTANZO - Sempre in confernza stampa si è parlato anche delle accuse rivolte al presidente della provinicia di Caserta, Angelo Di Costanzo che avrebbe "partecipato attivamente perché ad Alvignano questo tipo di procedure avessero questo andamento illegittimo".

MONOPOLIO TERMOTETTI -  L'attività investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria e dal Reparto Operativo dell'Arma dei Carabinieri di Caserta, ha consentito di portare alla luce un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di turbata libertà degli incanti, corruzione di pubblici ufficiali per atti contrari ai loro doveri d'ufficio, truffa ai danni di enti pubblici e abuso d'ufficio, tutti compiuti nell'interesse o, comunque, a vantaggio della TERMOTETTI S.a.s. e di altre società riconducibili al gruppo TERMOTETTI, colosso imprenditoriale operante in vari settori e in varie regioni d'Italia, il cui dominus s'identifica nell'imprenditore originario di San Potito Sannitico, Luigi Imperadore. Invero, le indagini hanno dimostrato che la TERMOTETTI S.a.s., è riuscita ad aggiudicarsi artatamente, tra il 2013 e il 2015, le gare d'appalto per l'affidamento del servizio d'igiene urbana, nonché, altre commesse pubbliche relative al delicato settore del ciclo integrato dei rifiuti, nei Comuni di Alvignano, Piedimonte Matese e Casagiove. - 2 - Un'altra società del gruppo e, precisamente, il CONSORZIO STABILE SANNIO APPALTI S.c.a.r.L, attraverso le medesime modalità criminali, sempre previa corresponsione di utilità illecite a pubblici funzionari, si è aggiudicata, altresì, l'appalto di lavori relativo al Lotto Presenzano I, presso il Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, diretto da CAPPELLA Pietro Andrea. Più nel dettaglio, le complesse e articolate attività investigative hanno consentito di disvelare un collaudato e sofisticato meccanismo fraudolento, essenzialmente fondato sull'accordo illecito tra Luigi Imperadore e i vari amministratori e dirigenti pubblici coinvolti (sindaci, assessori odirigenti apicali). L'accordo de quo si è sostanziato in un vero e proprio mercimonio di commesse pubbliche a fronte della corresponsione di denaro e altre utilità illecite ad amministratori e funzionari pubblici, i quali - grazie alla posizione ricoperta all'interno delle pubbliche amministrazioni interessate - hanno pilotato l'aggiudicazione di numerosi appalti a vantaggio del gruppo TERMOTETTI.

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