Violentata, frustata e picchiata per anni: orrore su litorale Domizio, arrestata la madre e il compagno

La bambina veniva anche costretta a subire getti di acqua freddissima o bollente

Mondragone - Seviziavano e picchiavano la figlia minore ora 17enne da quando aveva appena 8 anni, agendo con estrema crudeltà: legandola mani e piedi al letto e colpendola con la cinghia, mentre in altri casi la bambina è stata legata alla maniglia di un garage e colpita con getti di acqua fredda, o ancora costretta a subire docce bollenti o colpita con frustate al volto ed alla testa.

E’ questa la brutalità riscontrata dalle indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidati da Maria Antonietta Troncone ed eseguite dagli uomini della Squadra Mobile di Caserta, che hanno portato all’arresto di O.W. 37 anni e della sua compagna C.A. di 37 anni, destinatari il primo di ordinanza di custodia cautelare in carcere e la seconda di arresti domiciliari.

Gli orchi e la stanza buia – Quello vissuto dalla bambina, seviziata per quasi 10 anni, è stata un vero e proprio incubo, con i reati che sono stati commessi tra Cellole e Mondragone. Qui la bambina era oggetto di brutali sevizie ed oltre a quelle già raccontate ci sono altri dettagli raccapriccianti. La minore infatti veniva rinchiusa in uno stanzino al buio e colpita con una trave di legno ed oggetti acuminati dalla madre e dal suo convivente, spesso è stata costretta a mangiare separatamente dagli stessi con pietanze e stoviglie diversa da quelle da loro utilizzata. Alla piccola veniva inoltre impedito di vedere i parenti materni, cui la stessa era molto legata.

Violenza sessuale – La bambina è stata costretta da O.W. a subire abusi sessuali fin da quando aveva 12 anni ed accertati dagli inquirenti dal 2011 al 2014. I fatti si sono verificati in provincia di Caserta ed in Toscana, dove il nucleo familiare ha risieduto nel corso degli anni. Le indagini sono partite da una segnalazione fatta da una insegnante della minore, alla quale la piccola aveva confidato di essere vittima di violenze sessuali da parte del compagno di sua madre e di aver raccontato i fatti alla madre, senza però essere creduta e venendo, per questo, percossa pesantemente.

 

Gli arrestati si erano resi irreperibili fin dallo scorso mese di aprile, allorquando era stata emessa l'ordinanza di custodia cautelare, prontamente richiesta da questa Procura. Le mirate ed incessanti attività investigative della Squadra Mobile di Caserta, coordinate da questa Procura della Repubblica, consentivano di localizzare gli indagati in Francia, in una piccola città di confine ove la coppia aveva trovato rifugio e si era provvisoriamente stabilita nella speranza, evidentemente, di far perdere le proprie tracce. All'esito di tali attività veniva pertanto emesso a carico degli indagati un mandato di arresto europeo, eseguito, con la collaborazione dell'Interpol, dalle autorità francesi in data in data 31.7.2016:  l'uomo veniva rintracciato nella cittadina francese presso una privata abitazione, mentre la donna veniva rintracciata presso una pizzeria ove aveva trovato lavoro. Nella mattinata di oggi e nella prima mattinata di ieri i due indagati sono stati consegnati dalle autorità francesi alla frontiera di Bardonecchia, ove li attendeva personale della Squadra Mobile di Caserta per l'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per la donna e, presso il carcere di Torino, per l'uomo.

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