Scacco ai beni del clan: sequestrati immobili, autovetture ed esercizi commerciali

Sette le persone colpite da provvedimento. In totale sono stati sequestrati beni per 2 milioni di euro
Nella prime ore della mattinata odierna i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, ex artt. 321 c.p.p. e 12 sexies legge 356/92, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta di della DDA di Napoli, con provvedimento firmato dal procuratore Filippo Beatrice, nei confronti di Angelo Bamundo, 54enne di San Marcellino, Carlo Bianco 32enne di Villaricca, Michele Fontana 46enne di San Cipriano d’Aversa, Tommaso Tirozzi 38enne di Aversa e Nicola Vittorio 33enne di Caserta.A seguito della notifica del predetto provvedimento reale sono stati sequestrati 7 immobili adibiti a private abitazioni e a residenze estive, 1 autovettura, 3 esercizi commerciali operanti nel settore della ristorazione e delle scommesse, 6 conti corrente e libretti di risparmio, per un valore stimato in circa 2 milioni e mezzo di euro.La misura patrimoniale raccoglie gli esiti degli accertamenti svolti in seguito all'esecuzione, avvenuta I'll maggio 2016 a cura del ROS — Reparto Anticrimine di Napoli, di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 11 persone, indagate, a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa denominata clan dei Casalesi — gruppo Zagaria, estorsione, gestione illecita del gioco d'azzardo on line e raccolta illegale di scommesse su eventi sportivi, aggravati dalle finalità mafiose.La misura cautelare ha rappresentato la terza e ultima tranche del più ampio impegno investigativo noto come indagine "ZENIT', che ha già avuto un primo intervento repressivo il 10 dicembre 2015 (c.d indagine "JAMBO"), conclusosi con l'arresto di 25 indagati, nonché un secondo, il 17 marzo 2016, concretizzatosi con l'arresto di altri 5 indagati.  

Trentola Ducenta - Le attività connesse alla più recente fase investigativa, hanno permesso di delineare un contesto associativo di tipo mafioso, principalmente costituito da Angelo Bamundo, Ulderico Ciccarelli, Paolo Natale, Francesco Perna, Armando Zara e due omonimi Michele Natale rispettivamente di 46 e 45 anni tutti riconducibili al clan dei casalesi – Gruppo Zagaria, il quale si è a sua volta avvalso di un ‘gruppo armato’ formato da Paolo Natale, Francesco Perna e Tommaso Tirozzi che, sotto la direzione di Giovanni Garofalo, elemento apicale del clan e fedelissimo di Michele Zagaria, e dei sodali Carlo Bianco e Attilio Pellegrino, avevano perpetrato una serie di estorsioni ai danni di operatori commerciali. E’ altresì emerso, ancora una volta, il coinvolgimento dei noti fratelli Garofano, Giovanni e Giuseppe, posti a capogruppo del cosiddetto gruppo di Casapeseena, nella totale gestione, attraverso una rete di prestanome, fra cui Nicola Vittorio, di internet point, sale giochi, bar e centri scommesse, nonoché la pressoché esclusiva distribuzione, in quell’area, di slot machine.

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