Camorra. Omicidio Sagliano, assolti Bellope e De Simone

Riduzione di pena per Amato e Zarrillo, confermate le condanne per i collaboratori di giustizia Gerardi e Cuccaro

Santa Maria Capua Vetere - La IV Corte di Assise di Appello di Napoli, presieduta dal dott. Zeuli, consigliere a latere dott. Donatiello, definendo il secondo grado di giudizio del processo avente ad oggetto l'omicidio di Francesco Sagliano, vittima il 4 ottobre 2003 di un agguato di camorra perpetrato nell'ambito della faida tra i due clan avversi esistenti ed in lotta all'epoca sul territorio marcianisano, cosiddetti clan Belforte e Piccolo, in riforma della sentenza emessa dalla I Sezione della Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, presidente dott.ssa Alaia, ha così ribaltato il verdetto dei giudici di primo grado: Bellopede Camillo Antonio, difeso dagli avv. Luca Viggiano e Federico Simoncelli, e De Simone Vincenzo, difeso dall'avv. Franco Liguori, sono stati assolti per non aver commesso il fatto: entrambi erano stati condannati alla pena dell'ergastolo dalla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere.

Amato Michelangelo, difeso dagli avvocati Angelo Raucci e Franco Liguori, e Zarrillo Antonio, difeso dagli avvocati Giuseppe Foglia e Romolo Vignola, invece, hanno beneficiato di una riduzione di pena pari a 10 anni di reclusione rispetto alla preliminare condanna statuita dai giudici primo grado, previa esclusione di una delle aggravanti contestate, quella relativa alla particolare crudeltà perpetrata nel delitto. Sono stati dunque condannati alla pena di 20 anni di reclusione.

Conferma della condanna a 15 anni di reclusione per i due collaboratori di giustizia Gerardi Antonio e Cuccaro Domenico.

Bellopede e De Simone erano accusati dai collaboratori di giustizia di aver funto da specchiettisti del commando omicida composto da Gerardi Antonio, Aveta Pasquale, Cuccaro Domenico e Zarrillo Francesco; medesimo discorso per Zarrillo Antonio e Amato Michelangelo, che inoltre erano accusati di aver provveduto anche al recupero dei killer.   

Per Bellopede si tratta della terza assoluzione da accuse per omicidio provenienti dai collaboratori di giustizia.

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