Politica e camorra. Restauro palazzo Teti, sequestrati documenti al Viminale

Nell'inchiesta sono coinvolti il sindaco Biagio Di Muro e l'ex presidente del Pd Campania, Stefano Graziano

Roma - Nuovo step nell’indagine che vede indagati tra gli altri il coordinatore regionale del Pd Stefano Graziano. Ieri, infatti, la Guardia di Finanza si è recata al Viminale ha presentato con la richiesta di acquisizione ed ha preso i documenti relativi all’appalto per la costruzione delle casa della cultura e della legalità, ovvero il restauro di Palazzo Teti a Santa Maria Capua Vetere. L’obiettivo – secondo quanto riferisce Il Mattino – è stato quello di requisire le carte nel dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, ovvero l’ufficio che attualmente gestisce l’ex dimora samaritana di Garibaldi, diventata bene confiscato a metà degli anni Novanta.

Dunque l’inchiesta, che ha portato in carcere Alessandro Zagaria (accusato di essere affiliato al clan dei casalesi) e l’ex sindaco Biagio di Muro, si arricchisce di un nuovo passaggio. Per avere un quadro della situazione chiaro nella questione dell’appalto di 2 milioni legato a Palazzo Teti, gli inquirenti stanno partendo dai 70 mila euro di tangenti che sarebbero state girate al sindaco di Santa Maria Capua Vetere che dopo l’arresto ha rigettato ogni accusa.

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