Politica e camorra. Graziano indagato, al setaccio i flussi di voti in provincia di Caserta

La Procura sta analizzando anche i contatti telefonici tra l'esponente del Pd e Zagaria

Santa Maria Capua Vetere - Le immagini, i contatti telefonici tra Alessandro Zagaria (esponente della fazione camorrista che faceva capo all’ex boss Michele Zagaria) e Stefano Graziano (presidente autosospeso del Pd Campania indagato per concorso esterno in associazione mafiosa ndr), avvenuti sia prima che dopo le elezioni regionali del 2015, sono già sotto la lente di ingrandimento dei magistrati che stanno ricostruendo l’eventuale rapporto tra politica e camorra.

Flussi di voti - Oltre a questi file, però, la Procura - come scrive Il Corriere della Sera e Il Mattino – punta ad andare oltre e passa al setaccio i flussi elettorali che hanno consentito a Graziano l’elezione durante l’ultima tornata elettorale per il rinnovo consiglio regionale, quella incriminata secondo cui Graziano avrebbe ricevuto il sostegno del clan in cambio di favori su appalti pubblici che hanno coinvolto anche l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio Di Muro accusato di aver preso tangenti dalla camorra. L’analisi dei flussi è completa, ma in almeno tre Comuni (che sono storici feudi dei casalesi) Graziano ha ricevuto un plebiscito di voti. Questo è avvenuto a Casapesenna, Casal di Principe e Trentola Ducenta, quest’ultimo comune sciolto per infiltrazione camorristica dopo l’arresto dell’ex sindaco Michele Griffo.

Le preferenze - Stefano Graziano fu il secondo eletto al consiglio regionale nella circoscrizione di Caserta, con 14.810 voti, dietro al solo Gennaro Oliviero. Graziano riuscì a portare a casa 868 voti a Santa Maria Capua Vetere, risultando in assoluto il più votato così come è accaduto a Casapesenna dove ha raccolto 320 preferenze, mentre a Casal di Principe si piazzò terzo nella lista Pd con 113 voti, stesso risultato a Trentola Ducenta dove Graziano raccolse 203 preferenze.

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