Camorra in Comune. Alfonso Salzillo: l'uomo, il politico e la 'maledizione' Gladiator

L'ordinanza che ha portato all'arresto dell'ex assessore ed ex consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere illustra scenari che si estendono anche ad altri politici della città del Foro

Santa Maria Capua Vetere - «Queste cose me le ha dette direttamente Sonia Del Gaudio che ha una relazione con Alfonso Salzillo. Questo è anche il motivo per il quale gran parte della famiglia Bellaggiò (Del Gaudio ndr) lavora nel settore dell’immondizia». La voce è di Antonio Barracano, esponente della locale criminalità organizzata, le dichiarazioni sono quelle rese nel corso di un interrogatorio del maggio 2010 a supporto dell’ordinanza «Normandia 2» che, nel giugno 2013, portò all’arresto di 57 persone e ne vide iscritte nel registro degli indagati altre 165 tra cui, appunto, l’ex consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere Alfonso Salzillo. Alle autorità competenti Barracano disegnò un profilo di Salzillo appellandolo, più volte, «casalese» perché, secondo il collaboratore, «Salzillo è collegato ai casalesi. Lui per il Comune di Santa Maria Capua Vetere ha rapporti con la ditta che gestisce gli spazzini».

Salzillo e il mondo dei rifiuti. Alfonso Salzillo, che per le accuse mosse a suo carico nel 2013 è stato assolto in rito abbreviato perché il fatto non sussisteva, ha ricoperto la carica di assessore all’Ambiente durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Giancarlo Giudicianni (maggio 2007- dicembre 2010) dopo essere stato eletto in assise con la lista della «Margherita». In quel periodo l’Ente di Palazzo Lucarelli affidò la gestione del servizio di raccolta rifiuti alla ditta «Ecological Service» per la quale realmente erano impiegati diversi esponenti della famiglia Del Gaudio. Alcuni di loro, però, transitarono nella «Ecological Service» direttamente dal precedente cantiere che operava nella città del Foro. Prima del 2007, infatti, il Comune affidava la gestione del servizio o al Consorzio unico di bacino o alla «Eco Campania» dell’ex consigliere regionale Nicola Ferraro, finito in manette nel luglio 2010 con l’accusa di «aver preso accordo, da imprenditore e politico, con il clan dei casalesi». Nel 2011 il rapporto tra Palazzo Lucarelli ed «Ecological Service» è cessato [QUI le cause e il passaggio alla DHI]. Subentrò, con l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Biagio Di Muro e con Donato Di Rienzo quale delegato all’ambiente, la «Dhi» dell’imprenditore Alberto Di Nardi, a sua volta arrestato lo scorso mese di marzo nell’ambito dell’inchiesta che ha portato dietro le sbarre anche l’ex fascia tricolore di Maddaloni Rosa De Lucia. Anche nell’organico della «Dhi» risultano gli esponenti della famiglia Del Gaudio. A nulla, infatti, servì il tentativo di escluderli durante la stipula del contratto con il nuovo gestore perché gli stessi, dopo accurato ricorso, furono reintegrati dal Tribunale del Lavoro.

Calcio e politica. Sarebbe stato il trait d’union tra la pubblica amministrazione e gli esponenti della criminalità organizzata. Alfonso Salzillo, imprenditore nel settore dei caseifici e rappresentante delle istituzioni sammaritane dal 2002 al 2015, è finito in manette con le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso e corruzione elettorale finalizzata a favorire l’organizzazione camorristica del clan dei casalesi (nell'ambito di un'inchiesta che vede coinvolti altri politici sammaritani i cui nomi verranno elencati nelle prossime ore). Eletto, per la prima volta, a Palazzo Lucarelli nel maggio del 2002 quando ha sostenuto la candidatura a sindaco di Enzo Iodice con la lista Unità democratica, in quegli anni Salzillo ha ricoperto anche la carica di presidente della società sportiva Gladiator. Erano gli anni d’oro della locale compagine calcistica.

La 'maledizione' Gladiator. Nel 2000 la società nerazzurra vinceva il campionato di Eccellenza per affermarsi, nella stagione successiva, anche nel campionato di serie D conquistando sul campo l’accesso allo scenario professionistico della ex C2. La gestione societaria era portata avanti, in quegli anni, grazie all’apporto di Mario Natale (con cui si alternava alla presidenza), l’avvocato penalista coinvolto nel settembre 2008 in un’inchiesta condotta dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza e nel novembre 2014 in una seconda inchiesta della Dda di Napoli. Dopo i successi del 2002, il Gladiator però non fu iscritto al campionato per via di «divergenze» tra i vertici societari. Nel 2003, quindi, Salzillo decise di prelevare il titolo de «La Baronia», società di Pontelatone, per ripartire dalla categoria di Promozione insieme al socio Ovidio Gadola. Il suo rapporto con il Gladiator è durato fino al 2011, anno in cui Salzillo ha presentato alla città di Santa Maria Capua Vetere il nuovo presidente: Lazzaro Luce la cui esperienza all’ombra dell’Anfiteatro è durata appena due anni. Agli ottimi risultati del campo si sono contrapposti quelli che hanno interessato Luce sotto il profilo giudiziario. Nel novembre 2013 l’imprenditore è finito in manette perché coinvolto nello scandalo che ha interessato l’Asl Caserta e che ha fatto registrare l’arresto, tra gli altri, dell’ex consigliere regionale Angelo Polverino. Dal 2000 al 2013, insomma, tutti i presidenti del Gladiator hanno avuto guai con la giustizia.

Da assessore al tramonto della vita politica. Dalla passione per il calcio all’attività politica: dal 2007 al 2010 la più importante esperienza istituzionale di Alfonso Salzillo. Eletto nel maggio del 2007 con la «Margherita» a sostegno dell’ex sindaco Giancarlo Giudicianni, Salzillo è diventato assessore all’Ambiente. Sotto la sua gestione è nato il rapporto tra il Comune di Santa Maria Capua Vetere e la società «Ecological Service», ditta che fino al 2011 ha gestito il servizio di raccolta rifiuti nella città del Foro. Nel maggio del 2011 Salzillo ha cambiato schieramento. Si è candidato con il Pdl, a sostegno del candidato sindaco Federico Simoncelli, entrando in consiglio comunale come rappresentante dell’opposizione forte dei 356 consensi raccolti dalle urne che gli hanno fatto chiudere la competizione come terzo degli eletti alle spalle di Gaetano Di Monaco (Nuovo Psi) e Giovanni Campochiaro (Pdl). Il 30 novembre 2015 il suo ultimo giorno da politico dopo qualche 'salto' tra i banchi della opposizione e della maggioranza: dopo lo scioglimento del consiglio comunale, Salzillo - che intanto si era avvicinato ai Socialisti e democratici - ha rinunciato alla propria vita politica non prendendo più parte ad incontri e riunioni annunciando, al contempo, la propria indisponibilità ad una candidatura in vista delle prossime elezioni amministrative.      

 

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