Furti e rapine in negozi e aziende agricole della provincia, 4 arresti

Operazione dei carabinieri di Casal di Principe: nel mirino del gruppo vi erano aziende agricole, zootecniche ed esercizi commerciali

Casal di Principe - In mattinata, all'esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe e della Stazione di Cancello ed Arnone hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di 5 persone, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine, nonché di sfruttamento della prostituzione.

I destinatari del provvedimento sono: Manellari Fidari, classe 1980, domiciliato a Vitulazio; Krusa Albert, classe 1980, residente a San Prisco; Kuci Flavio, classe 1984, residente a Santa Maria Capua Vetere; Tyshyk Mykola, classe 1990, residente a Santa Maria Capua Vetere.

Le indagini si sono articolate lungo l'arco temporale di diversi mesi (i primi sei mesi dell'anno 2014) e sono consistite in servizi di appostamento, controllo e pedinamento, nonché intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno consentito di ricostruire l'operatività, nella provincia di Caserta (Grazzanise, Valle di Maddaloni, Sant'Andrea del Pizzone, Alife, Bellona, Limatola), di un gruppo di persone (ucraini ed albanesi), dotate di una stabile organizzazione, dedite alla commissione di furti di autocarri parcheggiati lungo la pubblica via, alcuni dei quali appartenenti a ditte di autotrasporti ovvero ad aziende agricole.

In alcuni casi si è accertato che i reati contro il patrimonio sono stati commessi con metodo violento; in particolare è stata disvelato il tentativo di rapina aggravata ai danni del titolare di un'azienda agricola in Sant'Andrea del Pizzone, con la seguente dinamica: dopo aver pianificato il colpo, gli indagati si introducevano nei locali dell'azienda allo scopo di asportare materiali e mezzi ivi presenti e, una volta scoperti dal proprietario, al fine di assicurarsi l'impunità, non esitavano ad usare violenza nei confronti del medesimo proprietario dell'azienda. In particolare, uno dei soggetti, armato di bottiglia di vetro, saltava sul cofano del veicolo, colpendo ripetutamente il parabrezza e successivamente inseguiva la parte offesa urtando con il proprio mezzo l'automobile della vittima.

I furti o le rapine, in genere, sono stati commessi in danno di imprenditori agricoli ovvero impegnati nel settore degli autotrasporti ed hanno avuto oggetto beni strumentali dell'azienda fra i quali gasolio, elettropompe, impianti elettrici. Nel corso dell'indagine sono stati recuperati due furgoni asportati e vari attrezzi utilizzati durante i furti. Fra l'altro, le attività di indagine consentivano di far emergere, a carico di un'altra indagata, di nazionalità italiana, gravi indizi di colpevolezza relativamente al reato di sfruttamento della prostituzione. in particolare la donna, con minaccia, costringeva una cittadina italiana ad avere rapporti sessuali con un cittadino extracomunitario incassando il pagamento in denaro e quindi favorendone e sfruttandone di fatto la prostituzione.

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