Incendia il 'Monte Tifata' per risparmiare i soldi per il fieno, 44enne ai domiciliari

E' stato incastrato con l'utilizzo di sensori di movimento e termici

Caserta - Questa mattina, personale del Nucleo Investigativo e della Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Caserta hanno dato esecuzione all'ordinanza cautelare (arresti domiciliari) emessa dal gip presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura, nei confronti di Orlando Lombardi, nato a Hyde in Gran Bretagna. L'uomo è indiziato di avere, in data 10 agosto, cagionato un incendio boschivo di natura dolosa sul Monte Tifata in località 'Gradilli' del comune di Caserta. L'incendo, di estese proporzioni, ha interessato il bosco soprastante la Strada Provinciale di proprietà demaniale del comune, per una superficie di circa 2.5 ettari. I forestali avevano già da qualche tempo concentrato l'attività investigativa sui territori maggiormente a rischio del Casertano e, quindi, predisposto appositi servizi di osservazione, pedinamento e controllo, svolti insieme con dispositivi di 'cattura immagini foto - video', azionati all'occorrenza da sensori di movimento e termici, per la raccolta di informazioni e dati utili alla lotta agli incendiari.

In particolare,, verso le 14.50 circa del 10 agosto scorso, i dispositivi di 'cattura immagini' hanno registrato, in maniera incontrovertibile, le immagini di Orlando Lombardi, passeggero a fianco del guidatore che, disceso da un'Alfa Romeo, si è recato sul retro di un deposito attrezzi dell'Anas per collocare un ordigno incendiario ad accensione ritardata nella folta vegetazione seccaginosa. Negli stessi istanti, il conducente dell'Alfa romeo, per giustificare la sosta dell'autovettura in un tratto di curva pericoloso per la viabilità, ha aperto il cofano simulando un controllo al motore dell'autovettura. L'azione degli incendiari è risultata precisamente coordinata e pianificata, tanto da durare solo 40 secondi circa in totale.

Dopo circa 8 minuti che l'autovettura si era allontanata dalla zona, si sono viste sprigionarsi fiamme proprio nel medesimo punto in cui, pochi minuti prima, si era addentrato il Lombardi, fiamme che si sono propagate in maniera violenta grazie alle elevate temperature, allo stato seccaginoso delle formazioni erbacee spontanee e all'elevatissima pendenza del versante.

L'incendio, che ha interessato una superficie boscata complessiva di circa 25mila mq è stato domato grazie all'intervento delle squadre antincendio della Regione Campania, della Comunità Montana 'Monte Maggiore' e della Sma Campania. 

Il danno all'ambiente è stato grave ed esteso. Le riprese fotografiche raccolte dall'apparecchio di foto - trappolaggio hanno permesso di identificare compiutamente l'autore in Orlando Lombardi, allevatore di un gregge ovino costituito da circa 150 capi, che egli era solito far pascolare sulla collina del 'Monte Tifata' nelle località 'Vaccheria' e 'Gradilli' di Caserta. Le immagini videoregistrate hanno restituito anche degli elementi univoci ai fini della compiuta individuazione della vettura di proprietà di Alessandro Lombardi, indagato a piede libero, fratello di Orlando Lombardi.

Gli investigatori hanno ipotizzato che gli indagati abbiano agito con lo specifico intento di utilizzare il fuoco per rinnovare il 'cotico' erboso allo stato seccaginoso e fertilizzare così, con le ceneri prodotte dalla combustione, il suolo delle aree interessato dal pastolo del gregge. Invero l'azione del fuoco consentirebbe, in teoria, di anticipare notevolmente la rinnovazione del pascolo da somministrare al gregge. Accelerazine della ricrescita che si concretizza, per i terreni percorsi dal fuoco, già pochi giorni dopo le prime piogge. Si tratta in sostanza di un modo (barbaro e violento) di risparmiare nell'acquisto di fieno da somministrare ai capi di bestiame. In assenza del passaggio delle fiamme, la rinnovazione naturale delle formazioni erbacee ed arbustive spontanee, infatti, tarderebbe di alcuni mesi.

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