Vergogna al Museo. Larve ed escrementi 'esposti' tra i tesori dell'Antica Capua

Una situazione, decisamente eccezionale per quello che rappresenta il fiore all'occhiello della città di Santa Maria Capua Vetere, che non è sfuggita agli occhi dei visitatori. La causa è stata immediatamente individuata. La Gennarelli: "Lunedì priorità assoluta alla pulizia"

Santa Maria Capua Vetere - Insetti morti ma anche escrementi animali: è l’indecoroso spettacolo che, negli ultimi giorni, si è palesato agli occhi dei visitatori che hanno fatto tappa al Museo Archeologico dell’Antica Capua. Tra le ceramiche di tipo greco sia protocorinzio che corinzio o tra i corredi più rappresentativi del periodo arcaico (575-525 a.C.) è stato possibile scorgere anche la presenza di larve e, in alcuni casi, del passaggio di insetti quando erano ancora in vita. Non si tratta, però, di reperti archeologici. E’ bensì la conseguenza di un allestimento, appunto quello delle teche all’interno delle quali sono custoditi i tesori dell’Antica Capua, decisamente datato e che, oggi, manifesta in maniera inesorabile la propria età. All’interno delle vetrine, e precisamente dall’impianto luci di ciascuna di esse, è possibile che si introducano insetti che, una volta dentro, non riescono più a trovare una via di fuga, diventando così larve in «esposizione» tra fibule, fermatrecce e anelli dell’età del ferro.

Una situazione che si pone in antitesi all’esigenza di presentare, secondo i più moderni criteri espositivi, i materiali rimessi in luce nel corso degli scavi effettuati nella seconda metà del XX secondo in quello che fu il territorio di Capua. Una vicenda che, in maniera decisamente sorprendente, «macchia» quello che è a tutti gli effetti un fiore all’occhiello della storia archeologica dell’Antica Capua e che, per tradizione, è sempre risultato essere in ottimo stato.

A spiegare come sia potuto accadere tutto ciò è proprio il funzionario responsabile dell’ufficio beni archeologici dell’Antica Capua, la dottoressa Ida Gennarelli: «Innanzitutto porgo le mie più sentite scuse agli utenti che hanno potuto avvertire disagi a seguito delle visite effettuate in questi giorni. Si tratta di una situazione del tutto eccezionale - ha spiegato la Gennarelli - causata dal fatto che in questi giorni restauratori e custodi sono alle prese con lo smantellamento della mostra «Immaginando Città» che richiede, per ovvie ragioni, particolare dedizione».

La pulizia delle teche, infatti, viene svolta dal personale addetto ma solo ed esclusivamente in presenza dei restauratori che hanno il difficile compito di spostare i reperti e riposizionarli dopo le pulizie. «In loro assenza non si può procedere - ha precisato Ida Gennarelli - In ogni caso, già lunedì mattina, verrà attribuita priorità assoluta a questo aspetto. Purtroppo, ripeto, siamo stati impossibilitati ad intervenire per sopraggiunte necessità legate ad una mostra che, negli ultimi mesi, è stata in grado di attirare numerosissimi visitatori».

Da domani il personale dell’ufficio archeologico si metterà a lavoro per restituire il decoro a cui sono abituati i visitatori del Museo Archeologico che sorge a poche decine di metri dall’Anfiteatro Campano che, soltanto due settimane fa, è stato oggetto di una visita a sorpresa del Ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

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