Seminavano il terrore con omicidi ed estorsioni, in manette 19 persone

Ci sono anche gli autori dell'esplosione di colpi di arma da fuoco contro il portone di casa del sindaco Biagio Lusini nel 2010

Teverola - Dalle prime ore di oggi, i carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa hanno dato esecuzione a 19 provvedimenti cautelari (17 di custodia e 2 arresti domiciliari) emessi dal Gip presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di altrettante persone indiziate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, omicidio e tentato omicidio, estorsioni, illecita detenzione e porto di armi e ordigni esplosivi. Tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

L'indagine riglette l'operatività, sul territorio dei Comuni di Teverola e Carinaro, del clan Picca, Di Tella Di Grazia, la cui egemonia si assume fosse passata, più di recente, nelle mani del capo clan Nicola Di Martino. 

Il provvedimento cautelare ha ad oggetto un gran numero (oltre 40 le imputazioni provvisorie) di delitti commessi dall'organizzazione camorristica che, sorta dalle ceneri del preesistente clan Picca, si è ricostituita ad opera di Nicola Di Martino, detto 'Nicola 23', divenuto plenipotenziario del gruppo Schiavone e del suo braccio destro, Carmine Lanzetta.

L'intensa attività investigativa è stata condotta avvalendosi dei collaudati protocolli investigativi della Dda Di Napoli, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, sequestro di corrispondenza che i detenuti intrattenevano con i loro familiari, le dichiarazioni dei più recenti collaboratori di giustizia; sono state ricostruite diverse vicende estorsive, nonchè è stata acclarata la disponibilità di un vero e proprio arsenale di armi da fuoco e di materiale esplosivo, poi utilizzato per gli attentati dinamitardi in danno dei titolari di attività commerciali e imprensitoriali che si mostravano riottosi al ricatto estorsivo. Tra gli altri delitti contestati: l'omicidio di Salvatore Riccardi, affiliato al clan, da ricondurre a motivi di equilibrio interno al clan, e l'attentato all'abitazione del sindaco di Teverola Biagio Lusini.

E, invero, le indagini iniziano nell'aprile 2010, proprio allorquando, a scopo intimidatorio, erano stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco verso l'abitazione del neo eletto sindaco di Teverola. 

Sono stati altresì individuati esecutori e mandanti di due tentati omicidi nei confronti di due giovani minorenni di etnia rom; sono stati infine identificati i componenti diuna capillare rete di trafficanti di droga che aveva come obiettivo il monopolio delle piazze di spaccio di sostanze stupefacenti in capo agli esponenti del clan di camorra. Il tutto finalizzato a favorire il clan dei Casalesi e a garantire lo stipendio ai familiari degli affiliati detenuti. Le risultanze investigative hanno consentito di disvelare l'ascesa criminale e l'attuale pericolosità dei referenti del clan dei Casalesi - gruppo Schiavone, sul comune di Teverola e Carinaro, i metodi violenti utilizzati dagli affiliati e di interrompere le varie attività estorsive eseguite capillarmente sul territorio nei tre periodi usuali (Natale, Pasqua e Ferragosto), il tutto contraddistinto da spavalderia ed arroganza, avvantaggiandosi del muro di omertà che caratterizza le zone di influenza del clan.

 

Ecco le foto ed i nomi degli arrestati 

 

 

ECCO I VIDEO DELL'OPERAZIONE

 

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