Roghi tossici, ecco l'incredibile 'Top 10' dei comuni casertani

Dai dati forniti dal Dipartimento Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caserta e dal Dipartimento Provinciale ARPAC di Caserta si è potuta analizzare la situazione degli incendi verificatisi nella provincia negli anni dal 2008 al 2013: scopri la 'classifica'

Caserta - La città di Santa Maria Capua Vetere è prima nella speciale classifica di interventi operati dai vigili del fuoco per domare roghi tossici: ben 643 nell'arco temporale compreso tra il 2009 ed il 2013. Seguono i comuni del Litroale domitio (Castel Volturno con 611 e Mondragone con 595), poi Caserta con 516 interventi. Dai dati forniti dal Dipartimento Provinciale dei Vigili del Fuoco di Caserta e dal Dipartimento Provinciale ARPAC di Caserta si è potuta analizzare la situazione degli incendi verificatisi nella provincia negli anni dal 2008 al 2013. I Vigili del Fuoco hanno fornito i dati relativi agli interventi effettuati su segnalazioni per spegnimento degli incendi, con una prima classificazione che divide il materiale incendiato in 'immondizia', 'gomma pneumatici' e 'plastica gomma'. L’Arpac, invece, ha fornito delle stime riguardanti la composizione dei rifiuti provenienti dall’analisi di gran parte degli interventi per abbandono di rifiuti effettuati dal 2005 al 2013. Questi ultimi dati non sono completi, in quanto manca l’analisi per alcuni interventi, ma i valori stimati hanno un’elevata affidabilità, pertanto possono essere utilizzati per rappresentare la realtà e le caratteristiche degli abbandoni di rifiuti.

Da una prima classificazione, si può osservare che, in generale, oltre il 90% del materiale combusto è costituito da quello che i Vigili del Fuoco identificano con 'immondizia', mentre, per quanto riguarda plastica e pneumatici, le percentuali medie si aggirano intorno al 3-5%. Analizzando il numero degli interventi per comune e sommando tra di loro gli episodi verificatisi nei 6 anni considerati (2008 – 2013) si può tracciare una sorta di 'TOP 10' dei 10 comuni con il più elevato numero di roghi di rifiuti registrati nel periodo in esame.

Oltre la metà dei rifiuti abbandonati è composta da rifiuti speciali per ben il 65%, pertanto è plausibile ipotizzare un maggiore coinvolgimento dello smaltimento dei rifiuti industriali piuttosto che quelli domestici. La proporzione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi, invece ha portato a verificare che, mediamente, il 18% di rifiuti abbandonati è costituito da rifiuto pericoloso, mentre la rimanente parte è costituita da rifiuto non pericoloso.

L’esposizione all’inquinamento atmosferico è un problema complesso che richiede l’azione delle autorità pubbliche a livello comunale, provinciale, regionale, nazionale e internazionale. Con la riduzione dei livelli di inquinamento, si potrebbe contribuire alla diminuzione dell’incidenza delle malattie respiratorie, delle malattie cardiache e dei tumori. In Campania la pratica illegale degli incendi dei rifiuti deve essere contrastata con determinazione ed efficacia.

*fonte safenews

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