Camorra: altri 4 arresti nell'indagine su Polverino e Grillo

Devono rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione e vendita di armi e materiale esplodente, reati tutti aggravati dalla finalità di esser stati commessi al fine di agevolare l’organizzazione camorristica

Caserta - Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagine preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti di 4 indagati esponenti del gruppo camorristico “Belforte” di Marcianise, gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione e vendita di armi e materiale esplodente, reati tutti aggravati dalla finalità di esser stati commessi al fine di agevolare l’organizzazione camorristica.

L’operazione odierna costituisce un ulteriore sviluppo dell’indagine che ha già portato nei mesi scorsi all’emissione di provvedimenti cautelari, fra gli altri, di un imprenditore casertano collegato al predetto sodalizio, di un consigliere regionale, di alcuni dirigenti dell’ASL di Caserta, nonché di persone ritenute prestanome del gruppo camorristico Belforte e al contestuale sequestro di beni mobili e immobili per un valore di circa 30 milioni di euro. 

La attività di indagine si è sviluppata attraverso attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamento, nonché con l’acquisizione di riscontri ad alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia in passato affiliati alla citata consorteria criminale. 

Le indagini hanno permesso, inoltre, di chiarire i ruoli, all’interno dell’organizzazione camorristica, delle persone oggi colpite da misura cautelare in carcere, tra la quale l’attuale reggente del medesimo sodalizio - figlio del noto Salvatore Belforte, capo indiscusso dell’organizzazione criminale - che per la prima volta viene colpito da misura cautelare in carcere per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. 

L’attività investigativa ha portato al rinvenimento e sequestro, nel corso delle indagini, in particolare in data 7 giugno 2013, di un arsenale composto da 10 pistole, una pistola mitragliatrice e anche una bomba a mano modello ananas, armi tutte ritrovate dai militari in perfette condizioni.

 

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