Maddaloni. Crivellarono Cortese con 34 colpi di pistola: ecco chi uccise l'affiliato dei Piccolo

Decisero di eliminarlo perchè estorceva denaro ad alcuni imprenditori che già pagavano “il pizzo” ai Mazzacane

Marcianise/Maddaloni - Ieri la Squadra Mobile, ad epilogo di complesse indagini coordinate dalla Procura Antimafia di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale partenopeo, per i reati di omicidio pluriaggravato, detenzione e porto illegali di armi comuni e da guerra, con l’aggravante di avere commesso il fatto per agevolare l’organizzazione camoristiica Belforte, detti i Mazzacane, di Marcianise, nei confronti di: Belforte Salvatore, nato a Marcianise il 09.12.1960, detenuto; Napolitano Felice, detto capitone, nato a Nola il 13.07.1963, detenuto; Zarrillo Francesco, nato a Capodrise il 24.01.1969, detenuto.

Le indagini, suffragate da attività tecniche e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia quali Froncillo Michele, Farina Antonio e Aveta Pasquale e, più di recente, Cuccaro Domenico e Buttone Bruno – questi ultimi due tra gli esecutori materiali del raid omicidiario - hanno permesso di fare piena luce su uno dei tantissimi omicidi che insanguinarono la cruenta faida tra i clan Belforte, detti I Mazzacane, e Piccolo, detti I Quaqquaroni, che si contendevano, tra la fine degli anni ’90 ed i primi 2000, il controllo delle attività criminali nel comprensorio di Marcianise, Maddaloni, Caserta e comuni limitrofi.

Infatti, secondo quanto appurato dagli investigatori, Cortese Angelo, detto O’ Chiattone o Marlon Brando, che in precedenza aveva militato nel clan Massaro di San Felice a Cancello, con la sua disarticolazione, era transitato nelle fila dei Piccolo. Il giovane, pertanto, insieme ad alcuni complici, aveva iniziato a “battere a tappeto” il comprensorio marcianisano e maddalonese esigendo il pagamento di tangenti a numerosi imprenditori e commercianti. In quel periodo, nell’agosto 2006, era stato appena scarcerato uno dei capi dei Mazzacane, lo spietato Belforte Salvatore il quale decretò la morte di Cortese Angelo, affidando l’organizzazione dell’omicidio a Buttone Bruno.

Secondo le risultanze investigative della Squadra Mobile, il motivo scatenante che determinò Belforte Salvatore ad ordinare la eliminazione di Cortese Angelo fu rappresentato dalle insistenti richieste estorsive che il pregiudicato rivolse ad alcuni imprenditori che già pagavano “il pizzo” ai Mazzacane. Poi, dopo numerosi tentativi e svariati appostamenti, nella mattinata del 15 settembre 2006, il commando composto da Buttone Bruno, Cuccaro Domenico, Zarrillo Francesco e Napolitano Felice, intercettò in Via Nazionale Appia, località Montedecoro a Maddaloni, la vittima designata mentre, a bordo della sua auto, si recava ad un appuntamento. In realtà, si trattava di una trappola organizzata proprio dai Belforte. I killers, a bordo di un’auto, affiancata la vettura di Cortese, a breve distanza del bar Zanzibar di Maddaloni, utilizzando una mitraglietta Skorpion calibro 7.65, e due pistole calibro 9x21, lo crivellarono letteralmente. Infatti, secondo l’esame autoptico, la vittima fu attinta da ben 34 colpi d’arma da fuoco.

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