Estorsioni e usura, in manette tre affiliati al clan Bifone: oltre 60 vittime nella zona

Imponevano un tasso del 15% mensile. Sequestrati beni per un valore di circa 2 milioni di euro. ALL'INTERNO tutti i nomi

Macerata Campania/Portico di Caserta - All'alba è scattata l'operazione della Dda di Napoli eseguita dai carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere che ha portato all'arresto di tre affiliati al clan Bifone, attivo tra Portico di Caserta e Macerata Campania. I militari hanno accertato che i tre, tra cui una donna, avevano messo in piedi un vasto giro di usura imponendo un tasso del 15% mensile, nonchè perseguito una consistente attività estorsiva nei confronti di oltre 60 vittime della zona. Sequestrati anche beni mobili, immobili e conti correnti per un valore di circa 2 milioni di euro.

E' finita in manette anche Angela Bifone, sorella di Antonio capo dell'omonimo clan camorristico di Portico di Caserta e attualmente detenuto al regime del 41 bis, nel corso dell'operazione dei carabinieri che ha portato all'esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e al sequestro di beni per oltre 2 milioni di euro. I destinatari dei provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale di Napoli ed eseguiti dai militari dell'Arma della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, sono: Rocco Parretta (al centro nella foto), marito di Angela Bifone e un loro collaboratore, Antonio Russo (a destra). I reati contestati sono estorsione e usura. Le indagini sono state avviate in seguito a un episodio di intimidazione nei confronti di un agricoltore che, il 13 agosto 2011, rinvenne all'esterno della propria abitazione un cacciavite conficcato nel portone di casa a cui erano attaccati una busta contenente un proiettile e un foglio di carta con frasi minacciose per costringerlo a pagare il prestito usuraio contratto con Parretta. Un episodio per il quale il cognato di Bifone è già stato condannato, in primo grado, alla pena di 8 anni di reclusione e a 12mila euro di multa. 

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