
Carinola -
Ormai la crisi colpisce a 360° anche in quei settori che mai ci si sarebbe aspettati potessero far registrare flessioni o cali di livello.
Così come nella società civile stiamo assistendo alla stagnazione dei consumi ed al ripiego su occupazioni che, nel passato, venivano considerate poco remunerative o dequalificanti, anche la “malavita di spessore” non disdegna più di dedicarsi ad attività che, ferma restando (ci mancherebbe!) la loro natura illecita, erano state considerate sino ad oggi indegne della loro levatura criminale.
E per l’appunto il caso del pregiudicato Arturo Pagano, sessantaseienne originario di San Cipriano D’Aversa trasferitosi da oltre trent’anni nel carinolese, noto alle cronache degli anni 80 e 90 per aver fatto parte con ruoli di rilievo, delle organizzazioni criminali locali costruendosi un “curriculum” malavitoso di tutto rispetto che vanta condanne e precedenti di polizia per associazione a delinquere di stampo camorristico, delitti contro la persona ed il patrimonio, armi, estorsioni ecc.
L’anziano criminale, proprietario di un vasto appezzamento di terreno con annessa casa colonica nell’agro del comune di Carinola, in località “Bastia”, ove, apparentemente dismessi i panni del criminale, pareva volersi dedicare ad attività agricole, non ha però rinnegato del tutto i “principi antigiuridici” ed ha pensato bene di continuare a lucrare sulle spalle della collettività addebitando all’ENEL gli ingenti consumi di energia elettrica che derivano dalla conduzione del fondo, senza lesinare sprechi che, tanto, non gravano sulle sue spalle.
Tutte le apparecchiature di irrigazione ed illuminazione dell’azienda, infatti, risultavano alimentate da un cavo allacciato abusivamente alla rete portante ENEL e, quindi, il consumo di energia non veniva contabilizzato ed addebitato al contatore intestato al Pagano che, quindi, si sentiva libero di far funzionare il tutto a pieno regime senza alcuna accortezza.
Le lampade ad alto voltaggio e le pompe costantemente in funzione hanno insospettito, però, gli uomini della Squadra Investigativa del Commissariato di Sessa Aurunca ( che, peraltro, mantengono costantemente monitorati e controllati tutti i personaggi di significativa caratura criminale presenti sul proprio territorio) i quali nell’effettuare un sopralluogo sul posto hanno anche notato che il Pagano aveva recintato ‘area adiacente al punto di collocazione del contatore lasciando libero all’interno un cane piuttosto aggressivo che scoraggiasse chiunque ad avvicinarsi all’apparecchio.
I poliziotti hanno deciso, quindi, di far intervenire i tecnici della Squadra di Pronto Intervento Anti Frode dell’ENEL, i quali hanno dovuto, comunque, prima neutralizzare l’animale, e questi, in breve, hanno scoperto il marchingegno ed elevato immediatamente una contestazione per centinaia di migliaia di euro di consumi non pagati a carico del Pagano.
Nel contempo sono scattate anche le manette ai polsi del vecchio pregiudicato che, in considerazione dell’età, è stato posto, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in regime di detenzione domiciliare in attesa del processo.

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