Camorra, appalti ed elezioni: Malinconico tira in ballo il gotha degli ex Ds

Bassolino, Lorenzo Diana e Paolocci sono solo alcuni dei nomi resi noti dall'imprenditore arrestato per collusione con il clan dei casalesi: ieri l'incidente probatorio

Caserta/Napoli - (di Marilena Natale) Appalti, elezioni e finanziamenti elettorali. Il gotha degli ex DS tirati in ballo nell’incidente probatorio dell’imprenditore che la direzione distrettuale antimafia, definisce al servizio del Boss Antonio Iovine, alias 'O ninno'. Bassolino, Paolucci e Lorenzo Diana sono solo alcuni dei nomi che escono dai verbali delle dichiarazioni di Giovanni Malinconico, imprenditore arrestato per collusioni con il clan dei casalesi, insieme all’ex consigliere regionale Enrico Fabozzi.

 

Ieri l’incidente probatorio con le 160 pagine di verbale, da cui emergono i retroscena non solo della casta criminale, ma di un sistema politico scellerato. Il primo nome che Malinconico fa al pubblico Ministero è quello di Achille Natalizio. Prima però di spiegare l’intera posizione di Natalizio, Malinconico spiega di aver consegnato 30mila euro a Fabozzi proprio a casa di quest'ultimo. Quando si parla dei lavori del cimitero di Villa Literno, Malinconico parla di Mastrominico e dice: "Questo Mastrominico, nel mondo politico, era fraterno amico dell’ex senatore Diana". In breve sostanza Malinconico spiega che non avendo alcuni requisiti per vincere una gara a Villa Literno dovette associarsi con Mastrominico sotto suggerimento di Natalizio, anche perché la ditta di Mastrominico stava già eseguendo dei lavori al cimitero ed era molto accreditata proprio per l’amicizia che legava Mastrominico a Diana.

 

L’onorevole Lorenzo Diana, già parlamentare Ds ed esponente della commissione Antimafia, vincitore del Premio Borsellino 2008. Un uomo coraggiosamente contro la camorra, che nel lontanissimo biennio '79-'80 è stato assessore a San Cipriano d’Aversa accanto a Silvio Bardellino quando il sindaco era Alfonso Diana (fratello del superboss Antonio, capo della Nuova Famiglia, unico camorrista ad essere ammesso alla corte di Cosa Nostra) e a Franco Diana (detto 'Francuccio ’o boxer', affiliato e ucciso in cella). Diana quindi avrebbe rappresentato secondo Malinconico il certificato antimafia di Mastrominico. Successivamente, nei verbali, l’imprenditore, quando spiega degli appalti Malinconico dice che i pentiti associano lui al boss Iovine in quanto era associato con Mastrominico ed era proprio quest’ultimo ad essere il referente del Boss. Poi torna a parlare di Natalizio e dei finanziamenti elettorali elargiti nelle campagne elettorali a Bassolino, Houbler e Paolucci. Vi riportiamo le dichiarazioni integrali rilasciate da Malinconico: "Bassolino mi conosce. Ricordo che ci fu la campagna elettorale a Napoli e rammento che mi fu presentato Paolucci e Houbler, e qui entra il fatto del mio interesse come imprenditore di riuscire a lavorare a Bagnoli Futura, e diedi anche altri contributi, per la campagna elettorale di Napoli, perché Paolucci fu il primo eletto". Malinconico conferma nei dettagli addirittura i finanziamenti dati per la campagna elettorale: "Natalizio, negli ultimi anni  a partire dal 2005 si è sempre candidato. All’incontro a Bagnoli Futura città della scienza, quando Bassolino ha fatto la cena elettorale, Natalizio mi fece sottoscrivere una quota di diecimila euro di cena, 1000 euro a persona, io portai 10 persone da Ailano compreso il sindaco. Sempre per Bassolino ho dato 5 quote del valore di 500 euro a quota per la fondazione sud. Oltre ai soldi per il tesseramento e per le primarie".

 

Scenari e dettagli provati nel dibattimento di ieri, e che aprono una nuova fase dell’inchiesta che non mancherà di riservare colpi di scena. Per il momento ci fermiamo qui, nei prossimi giorni vi dettaglieremo sulle gare alla stazione unica appaltante, della Sma e del ruolo della politica all’interno del sistema criminale.

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