
San Tammaro/Aversa - Ancora aperto il caso giudiziario sulla morte di Romina del Gaudio, scomparsa da ormai otto anni. Una vicenda che, nell’assottigliarsi della memoria collettiva e sottratta all’attenzione dell’opinione pubblica (doveroso ricordare che il caso è stato più volte richiamato e ampiamente seguito dalla trasmissione di Rai3 ‘Chi l’ha Visto?)’, corre il rischio di svanire definitivamente, consegnando all’oblio il dolce volto di Romina. Se ciò accadesse, verrebbero condannati anche i familiari e la madre, a non aver mai giustizia, per la terribile disgrazia che li ha proiettati in un turbine di inaudita sofferenza. Le tracce della ragazza, si persero tra le 13,00 e le 14.00 del 4 giugno del 2004; da quel momento in avanti, nessuno più la rivide in vita. Bella e dinamica, la giovane promoter, scomparve da Aversa dove era intenta nella vendita, porta a porta, di contratti telefonici. Il 21 luglio successivo, a 48 giorni dalla sua scomparsa, una telefonata anonima, giunta presso la Compagnia dei Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, segnalava la presenza di un cadavere in località Carditello. Resti umani vennero, infatti, rinvenuti nella piccola foresta a ridosso della fattoria borbonica. Gli indumenti e gli oggetti sparpagliati in prossimità del cadavere vennero, successivamente, riconosciuti come quelli della ragazza scomparsa. Le ultime novità sul caso, che per ben tre volte ha rischiato l’archiviazione, risalgono al 21 settembre dello scorso anno. In quella data infatti, venivano consegnate all’A.G. procedente, le ultime risultanze della nuova perizia medico-legale. Elaborati dal consulente nominato dalla procura sammaritana, gli esperimenti tecnici condotti sul cadavere, offrivano nuovi spunti investigativi; avrebbero infatti dimostrato, la compatibilità tra il coltello sequestrato nell'abitazione di uno degli indagati e le ferite riscontrate sul corpo di Romina Del Gaudio. La mostruosa efferatezza del pestaggio, la bestialità nella profanazione della sua innocenza, i fendenti mortali sulle giovani carni e il colpo di rivoltella alla tempia, fanno di Romina, il simbolo della violenza, spesso inconfessata, che assoggetta molte donne. Un simile delitto, un simile affronto alla vita stessa, non può restare senza una risposta.

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