
Santa Maria Capua Vetere - "I budget di salute sono una delle modalità per sostenere i progetti terapeutici individualizzati. In linea con le direttive europee e le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), garantiscono il diritto alla salute attraverso il rispetto della persona e la promozione del pieno diritto alla cittadinanza". Così Peppe Pagano, referente Consulta Terzo Settore dell’Asl Caserta, in merito al progetto individualizzato attraverso risorse economiche dedicate alla persona.
Di Muro dice 'no'. Ma con documento datato 23 aprile 2012, inviato all'Asl Caserta proprio dal Comune di Santa Maria Capua Vetere in quanto capofila dell'Ambito territoriale C5, si comunica la sospensione della metodologia sperimentale PTRI/BdS. Quindi, niente fondi destinati al progetto. I Budget di Salute, occorrono a sostenere i Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati (PTRI) che si concretizzano in percorsi integrati atti a soddisfare i bisogni che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale. I PTRI sono rivolti a utenti con disabilità sociale conseguente a malattie psico-organiche o a marginalità socio-ambientale; interessano quattro aree, corrispondenti ai principali determinanti di salute (formazione e lavoro; casa e habitat sociale; affettività e socialità; espressività e apprendimento) e prevedono di regola 3 livelli di intensità progettuale (alta, media e bassa). Sono cogestiti dal servizio pubblico (ASL/Comuni) e da soggetti del privato sociale, individuati sulla base di un apposito elenco (realizzato ai sensi di un avviso pubblico costantemente aperto).
Razionalizzazione della spesa. "Negli anni - spiega ancora Peppe Pagano - hanno consentito un risparmio di almeno il 30% della spesa sanitaria, garantendo percorsi di deospedalizzazione ed il superamento dell’istituzionalizzazione della sofferenza. Hanno inoltre permesso di razionalizzare e contenere il consumo farmacologico. Oltre al fattivo valore terapeutico, i budget di salute hanno assunto una ulteriore forte valenza sociale, rappresentando la linea rossa che tiene insieme le migliori esperienze di riutilizzo dei beni confiscati in Campania. Si è determinato un sistema virtuoso che ha consentito la nascita e lo sviluppo di una rete di realtà ed iniziative dall’alto valore produttivo e simbolico, nonché il reale reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati".
Beni confiscati, mistero dimuriano. Beni confiscati che, proprio a Santa Maria Capua Vetere, non sono mai stati messi a disposizione dei co-gestori del PTRI. E il sindaco Di Muro (figlio di quel Nicola Di Muro che al momento del sequestro dei beni successivo al blitz per la sua cattura, blitz fallito perchè Nicola Di Muro era già volato via, i magistrati riempirono otto pagine: palazzine, terreni e società) avrebbe invece potuto utilizzare canali preferenziali considerando il forte legame con i beni confiscati presenti nella città del Foro. "Chiediamo - conclude Peppe Pagano - che non vengano spezzati i percorsi di restituzione al Diritto di quanti, sofferenti e/o svantaggiati, avevano trovato grazie ai budget di salute il riconoscimento del proprio essere persona. Ma soprattutto chiediamo che non venga fatto un regalo alla camorra distruggendo uno degli strumenti più efficaci della lotta dell’antimafia sociale".
L'attacco dalla Regione: "Una deficienza senza scusanti". Il Comune di Santa Maria Capua Vetere, con documento firmato dal Coordinatore Udp dell'Ambito C5 Roberto Pirro, ha deciso di sospendere il Budget di Salute "ai fini della ricognizione del sistema integrato dei servizi sociali e sociosanitari", si legge nell'atto. A tal proposito, in virtù della recente Legge Regionale 1/2012 si tratta di un'autentica violazione ai dettami normativi. "Non posso condividere le scelte effettuate da Alcuni Ambiti sanitari della Provincia di Caserta sui PTRI-BdS – spiega Gennaro Oliviero, Presidente del Gruppo PSI in Consiglio Regionale della Campania e primo firmatario della proposta di legge in merito lo scorso novembre 2011, poi diventata Legge Regionale - Reputo del tutto immotivato il protrarsi dello stallo attuativo e dei dinieghi che vengono opposti alla predisposizione di innovative metodologie sanitarie quali i PTRI-BdS. Un grande passo avanti sancito, non solo da autorevole letteratura medica, ma anche e soprattutto dall’articolo 46 contenuto nell’ultima Finanziaria regionale. Un provvedimento di tale portata che ha messo tutti d’accordo, maggioranza ed opposizione. Inoltre - prosegue - il comma 2. dell’articolo appena citato prevede, de iure, la prosecuzione della sperimentazione per quanto già messo in opera dai valenti operatori del terzo settore, di concerto con l’ASL casertana. Considerato quanto appena detto – conclude il Capogruppo del PSI, Gennaro Oliviero – è giunto il momento di non frapporre ostacoli di sorta ad una progettualità che vede, per una volta, Caserta e la sua provincia rappresentare lo stato dell’arte di un settore pubblico, indispensabile per la salute cittadini, specie se svantaggiati".
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