Amianto sotto il naso del Presidente

Al confine tra Santa Maria Capua Vetere e Capua, a due passi dalla struttura che ospiterà gli Uffici Giudiziari ma anche a pochi metri dall'abitazione privata di Paolo Romano. ALL'INTERNO IL SERVIZIO VIDEO

Santa Maria Capua Vetere -  

L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992. La legge n. 257 proprio di quell’anno, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all'estrazione e la lavorazione dell'asbesto (comunemente noto con il nome di amianto), è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti all'amianto. L’Italia ha previsto tre diverse metodiche per la bonifica di aree in cui è presente. Può avvenire tramite ‘rimozione’, ‘incapsulamento’ o ‘confinamento’. Nel primo caso, che risulta anche il più efficace, si provvede ad eliminare materialmente la fonte di rischio;con l’incapsulamento si impregna il materiale con l'uso di prodotti penetranti e ricoprenti e, infine, con il confinamento  si installano delle barriere in modo da isolare l'inquinante dall'ambiente. Le procedure comportano ovviamente dei costi ingenti ed è proprio in virtù dell’aspetto economico che tante campagne sono oggi cosparse di amianto. Dopo lo scandalo in via Piro (nel rione Sant’Andrea), è ancora la città di Santa Maria Capua Vetere a mostrare l’ennesimo spettacolo indecoroso: una vasta discarica di amianto è stata rinvenuta in via Pellegrino. Alle spalle dell’ex caserma Andolfato, nel tratto di strada che collega via Galatina alla nazionale Appia (costeggiando la proprietà di Catone) e a due passi dalla Località Grattapulci dove sorgeranno gli Uffici Giudiziari della città del Foro c’è amianto per tutti i gusti. Amianto bruciato, in frammenti ma anche polverizzato: il tutto proprio a pochi centimetri dalle coltivazioni che, da quell’area, giungono fino alle pendici dei Monti Tifatini. Ma non è tutto: il sopralluogo effettuato dalla nostra redazione, grazie alla segnalazione del geometra Luigi Papale, è giunta al capolinea solo in prossimità della villa del presidente del consiglio regionale della Campania. Il buon Paolo Romano, circondato dal verde delle propria tenuta, ha il naso poche centinaia di metri da quello scempio. Uno scempio che pur giacendo tra le campagne cela tantissime insidie, come spiega il dottor Antonio Merola di ‘Medici per l’Ambiente’:

 

 

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