Sciopero della fame per Giorgio Magliocca, oggi l'istanza di scarcerazione

L'avvocato Trufino al Tribunale del Riesame. Rigettata la richiesta degli arresti per altri sei indagati che, però, restano pesantemente incriminati
Blitz presso il Tribunale distrettuale del Riesame da parte dell'avvocato Filippo Trufino, difensore di Giorgio Magliocca. Il sindaco di Pignataro Maggiore, che nella giornata di venerdì ha anche depositato le proprie dimissioni dalla carica di primo cittadino, continua lo sciopero della fame e della sete nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. E' questo il suo tentativo estremo per protestare contro l'accusa di concorso esterno in associazione camorristica. In occasione del primo interrogatorio di garanzia, Magliocca si era difeso sostenendo che i "ritardi nel possesso dei beni confiscati erano legati a disfunzioni amministrative e non a connivenza con il clan". Secodo la difesa ci sono i presupposti da parte degli stessi esponenti del clan Ligato-Lubrano di testimoniare il falso per fargli pagare la sua ostilità nei confronti del sodalizio criminale. Intanto il Gip Terzi ha rigettato le richieste di arresto per Arturo Gigliofiorito (Onlus Mondotondo), Michele Di Maro, Gaetano Manna (Acli Terra), Gabriele Capitelli (presidente Icaro), Antimo De Angelis (vice presidente Icaro) e Domenico Cesaro (ai domiciliari) motivando con l’esclusione di alcuni reati ipotizzati dalla Procura a carico degli stessi indagati e concludendo sull’irrilevanza penale in relazione ad un atto contenente 'un’affermazione mendace'. Gli stessi restano però pesantemente incriminati secondo le indagini.
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