"La camorra nel Consorzio Unico"

Caserta - Momenti di panico ieri mattina in Corso Trieste all’esterno della sede della Provincia di Caserta dove centinaia di lavoratori del Consorzio Unico Napoli 1 hanno dato vita ad una protesta a dir poco veemente. Coordinati dal Sindacato Azzurro, l’unico che realmente riesce a far sentire la propria voce durante le proteste, i dipendenti hanno occupato prima la sede della Provincia e poi quella del Consorzio Unico dove sono ubicati gli uffici della Gisec. Dalla provincializzazione della gestione rifiuti al mancato percepimento delle spettanze dovute, i dipendenti del Consorzio rischiano il collasso considerando che in molti casi si tratta di famiglie monoreddito. Questa la nota diramata ieri dal Sindacato Azzurro: ‘I lavoratori del consorzio Na1 aderenti alle scriventi organizzazioni sindacali a seguito dell’atto camorristico del consorzio unico delle provincie di Napoli e Caserta di non pagare i lavoratori dipendenti del citato consorzio pur avendo ricevuto complessivamente cinque milioni di euro stanziati dalle amministrazioni provinciali di Napoli e Caserta hanno proceduto ad occupare la provincia di Caserta e la sede del consorzio unico. Le scriventi organizzazioni sindacali sollecitano intervento immediato della Magistratura ai fini di far emergere i misfatti dell’allegra amministrazione del suddetto consorzio. Si sollecitano i Presidenti delle provincie di Napoli e Caserta d’intervenire immediatamente attraverso l’utilizzo del Commissario liquidatore nominato (dott. Achille Coppola) per l’accertamento immediato dell’utilizzo di tali fondi. S’invitano, il Prefetto di Napoli e Caserta, sinergicamente ad un sagace intervento mirato a frustrare ogni comportamento illegittimo tenuto dall’attuale direzione del citato consorzio unico. Come se non bastasse, il panico è aumentato quando due lalvoratori si sono arrampicati all’esterno del balcone dell’edificio che ospita la sede della Provincia minacciando di gettarsi nel vuoto e in preda ad uno stato di inconscienza causato dallo stress indotto per il mancato percepimento degli stipendi. Infine, verso le ore 13.00 è stata fatta esplodere anche una bomba carta all’ingresso dell’edificio. Dopo una prima prova di dialogo, ovviamente inutile, le parti sono state convocate per questa mattina presso la sede della Prefettura.
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