Acms: Fimmanò diserta l'incontro

La mobilitazione nei pressi della Prefettura (foto interno18.it)
Caserta - Ennesima fumata nera per l’Acms. Nonostante la richiesta di rinviare a ieri mattina l’incontro in programma per il tre febbraio scorso, il commissario straordinario Francesco Fimmanò ha disertato il tavolo di crisi convocato dalla Prefettura per tentare di trovare un accordo tra azienda e sindacati al fine di revocare lo sciopero proclamato dalle organizzazioni confederali. Sciopero indetto in segno di protesta contro alcuni ordini di servizio sottoscritti da Fimmanò, tra i quali quello che sospende, da quattro mesi a questa parte, l’erogazione dei ticket mensa. Ma al briefing di ieri (a cui ha preso parte per l’azienda il delegato di Fimmanò, Benedetto Cardillo) sia il prefetto Biagio Giliberti sia Ezio Monaco attendevano di capire, al di là delle indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni, quali sono le linee guida del piano di risanamento che è stato inoltrato al Ministero dello Sviluppo Economico, che, a sua volta, dovrà ‘girarlo’ al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Piano che, per ripianare i venti milioni di debiti accumulati dalle precedenti gestioni, prevede anche il ricorso agli ammortizzatori sociali per una novantina di dipendenti su 503 in organico. “A tutt’oggi - spiega Enzo Sperlongano della Uil Trasporti - non si conoscono ancora i dettagli del piano strategico di Fimmanò. Un mancanza di comunicazione che sta provocando non pochi malumori tra le maestranze. Non a caso, resta in vigore lo stato di agitazione”. Così come resta in piedi l’ipotesi di uno sciopero che dovrebbe tenersi entro la fine del mese. A meno che Fimmanò non decida di rivelare i dettagli del suo piano anti fallimento. E l’occasione propizia potrebbe arrivare nelle prossime ore, allorquando la Prefettura convocherà di nuovo Provincia, azienda, sindacati confederali ed rsu. “In fin dei conti - conclude Sperlongano - al di là degli ordini di servizio che cozzano con il contratto aziendale integrativo, vorremmo capire se le voci che circolano su eventuali esuberi sono fondate o meno. E sarebbe opportuno discutere di ammortizzatori sociali e quant’altro prima che il Governo e il Tribunale approvino definitivamente la exit strategy adottata da Fimmanò”.
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