Camorra, patto di sangue tra i 'Casalesi' e i 'Lago' di Pianura

Cinque persone sono state arrestate oggi per l'omicidio del pregiudicato Avolio avvenuto nel 2000. I 'casalesi' aiutarono gli 'amici' napoletani nella faida allora in corso
Nelle prime ore di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 5 persone, affilate al clan “dei casalesi” – gruppo Bidognetti ed al clan Lago, operante nella zona di Napoli Pianura, gravemente indiziate dell’omicidio di Gaetano Avolio, un pregiudicato napoletano appartenente alla famiglia Marfella, contrapposta ai citati Lago. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (P.M. dr. Raffaello Falcone, dr. Catello Maresca e d.ssa Annamaria Lucchetta) sono state condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Caserta attraverso attività tecniche e riscontri alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia del clan “dei casalesi”. L’attività investigativa ha permesso di evidenziare la stretta alleanza esistente tra il clan “dei casalesi” ed i Lago e di far luce sul grave fatto di sangue che andava ad inquadrarsi nella più ampia guerra di camorra che, tra il 1997 ed il 2000, era stata combattuta tra le famiglie Lago e Marfella per il controllo delle attività illecite nell’area di Pianura. IL FATTO - L’omicidio di Gaetano Avolio, 47enne pregiudicato di Napoli domiciliato in Castel Volturno, avvenne il 13 maggio 2000 in Villa Literno sulla SS.7 quater. Nell’occorso rimaneva gravemente ferito anche il 72enne napoletano Antonio Mevo. Entrambe le vittime venivano attinte da colpi di fucile cal. 12 e pistola cal. 7,65. I Carabinieri intervenuti rinvenivano, a poca distanza dall’auto di Avolio, un’Audi A3 rubata in Napoli alcuni giorni prima. I rilievi eseguiti su tale veicolo permettevano quindi, fin dall’inizio, di inquadrare l’efferato delitto nella faida in corso tra i due gruppi camorristici di Napoli. Infatti, sullo specchietto dell’auto oggetto di furto utilizzata per l’agguato, veniva rilevata la presenza di un’impronta di una delle persone arrestate oggi. L’omicidio di Gaetano Avolio è il primo scoperto ove partecipano insieme elementi del clan “dei casalesi” e del gruppo alleato dei Lago. Di particolare rilevanza il ruolo svolto da VERDE Enrico, detto “o’ barbiere”, elemento di vertice del gruppo Bidognetti, vero e proprio mandante ed organizzatore dell’agguato all’AVOLIO. La misura cautelare è stata eseguita a Villa Literno, nella provincia di Siena e presso le Case Circondariali di Napoli-Secondigliano, Agrigento e Palmi. I SOGGETTI COLPITI DALL’ORDINANZA - VERDE Enrico, 53enne di Villa Literno; NOZZOLILLO Gianmario, 34enne di Villa Literno; DE LISO Guido, 37enne di Napoli, detenuto; MARRA Rosario, 38enne di Napoli, detenuto; RACISE Salvatore, 31enne di Napoli, detenuto.

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