Smcv, all'Amaldi-Nevio la manifestazione in ricordo delle vittime delle mafie

All'istituto un progetto per correggere le abitudini errate, per acquisire buone prassi, per operare scelte oculate a tutela dell’ambiente.

Santa Maria Capua Vetere - In preparazione alla XXIII Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie, che si svolge ogni anno il 21 Marzo, gli alunni dell’Isis Amaldi-Nevio hanno intrapreso un percorso di consapevolezza per riflettere sul proprio stile di vita, per adottare comportamenti rispettosi della natura attraverso piccole scelte individuali operabili a scuola e in famiglia. Lo slogan della giornata è stato: “Terra. Solchi di verità e giustizia” e uno degli ambiti da approfondire era quello relativo all’ambiente. È nato così un progetto per correggere le abitudini errate, per acquisire buone prassi, per operare scelte oculate a tutela dell’ambiente, per creare legami con la propria terra e favorire l’amore per il proprio territorio.

Si è deciso di partire da esperienze vicine per estenderle ad altri spazi, in modo da consentire un transfert delle conoscenze acquisite. Il lavoro si è concentrato sulla raccolta differenziata e sono stati approfonditi i concetti relativi a cinque R: Rispetto,Riduzione,Riutilizzo,Riciclo, Recupero. Ogni classe liberamente ha studiato un aspetto: chi l’impatto della plastica, chi la necessità di risparmiare l’acqua, chi le fonti energetiche alternative, chi la storia del testimone adottato, chi ha composto poesie e preparato cartelloni. Insomma un lavoro unico e vario che ha visto coinvolte soprattutto le classi Seconde. Il percorso si è concluso giorno 21 Marzo nell’atrio della scuola. La Dirigente Scolastica, professoressa Rosaria Bernabei è intervenuta all’inizio spiegando il senso della manifestazione, perché si tiene ogni anno e perché si leggono, come attraverso un rosario laico, i nomi di tutte le vittime innocenti delle mafie. Ha esortato gli alunni a essere buoni cittadini, a difendere i propri diritti e ad essere costruttori di un futuro migliore. Poi c’è stata la condivisione dei lavori svolti in classe: gli alunni hanno  illustrato i cartelloni e i video preparati, declamato il Cantico delle Creature di San Francesco e poesie da loro composte. Emozionante è stata la presentazione della storia del testimone Antonio di Bona, un agricoltore di 56 anni ucciso in un’officina di Villa Literno, dove era andato per riparare il trattore. I sicari, insieme al titolare dell’officina, hanno ucciso lui e un operaio solo perché erano lì, nel posto giusto ma al momento sbagliato. Emozionante è stata la presenza di Maria di Bona, figlia di Antonio, che, davanti alla foto e al racconto della vicenda di suo padre, non ha trattenuto le lacrime. È arrivata al cuore dei ragazzi mentre la testimonianza di sua nipote, Fabiola Pagano, ne ha scosso le coscienze: la giovane ha parlato del nonno come di una persona semplice ma retta, un uomo dalla schiena dritta e dal cuore grande, un onesto lavoratore. La sera del giorno in cui è stato ucciso, avrebbe dovuto portare a casa i dolci per festeggiare il fidanzamento di suo figlio. Questo per dire che la violenza distrugge la quotidianità, stravolge i ritmi di vita e niente è più come prima. Ha anche affermato che questo dolore per la famiglia di Dona è diventato un impegno a favore della giustizia e della legalità, ha esortato gli alunni a coltivare il coraggio e la speranza, a difendere e lottare per le proprie idee. Significativo è stato anche l’intervento di Alessio, un giovaneche lavorapresso la Cooperativa agricola Eureka,sorta dopo la morte di Antonio e che dà lavoro a persone svantaggiate. È riuscito a pronunciare poche frasi, ma ha detto che il lavoro è diventato per lui un’ancora di salvezza e ha dato senso alla sua esistenza segnata da esperienze difficili. La Cooperativa ha donato quattro alberi di melo piantati nei giardini della scuola. Non è un caso, hanno affermato i ragazzi: foglie verdi, fiori bianchi, frutti rossi. I colori della nostra bandiera: se la legalità affonda radici nella terra buona d’Italia porta frutti. La giustizia, la verità, la pace, la dignità per tutti. Gli alunni del plesso Nevio hanno piantato semi di girasole nei vasi del cortile. La legalità, come i girasoli, ha bisogno del calore e della luce: il calore della passione di chi è pronto a sporcarsi le mani e la luce della giustizia. Alla fine della manifestazione gli alunni hanno pronunciato il loro impegno: a stare sulla terra in punta di piedi, a essere i custodi della bellezza, ad essere sobri e semplici, costruttori consapevoli di un futuro migliore e annunciatori gioiosi di scelte possibili.

Nei giardini è stata scoperta la targa in memoria diAntonio di Bona e fatti volare i palloncini a ricordo di tutte le vittime innocenti. È stata una bella esperienza perché l’educazione è capace di motivare le scelte quotidiane fino a dare forma ad uno stile di vita. Gli sforzi, anche piccoli, ma fatti insieme, possono veramente cambiare il mondo. Questi gesti buoni diffondono il bene nella società e danno sempre frutti.

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