Carnevale tra top e flop. Deludono Caserta e Capua, trionfa Mondragone

Programma “mutilato” a Caserta, in piazza Dante il Comune non ha disposto l’isola pedonale, costringendo genitori e figli a fare slalom tra le auto.

Caserta - Tanta voglia di divertirsi, ma pochi fondi a disposizione. Il carnevale 2018 verrà ricordato, nel bene o nel male, da moltissimi cittadini della Provincia, soprattutto da coloro che risiedono in quelle città campane che da decenni ed oltre hanno fatto della festa più irriverente dell’anno una bandiera di vanto.

Tra queste non può certamente mancare Capua, padrona di una tradizione secolare tra le più rinomate in Italia e che fin dal 1886, grazie alle sue “cicuzze”, alla satira pungente ed alla figura del Re Carnevale, porta in alto l’onore del carnevale casertano nel Mondo. Una buona nomea che ha spesso, negli anni, attratto figure di spicco dello spettacolo grazie anche all’impegno di talentuosi capuani doc come Jury Monaco, nominato direttore artistico per l’edizione 2018, ma che il 7 gennaio scorso ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni a causa dell’impossibilità di realizzare una kermesse all’altezza delle aspettative. E così, a meno di un mese dall’inizio dei festeggiamenti, i cittadini capuani hanno dovuto dire addio a quasi tutti gli eventi presenti sul cartellone, compresi gli show di Simone Schettino e Peppe Iodice già predisposti per la diretta Rai. Pur di non perdere i fondi regionali, l’amministrazione del sindaco Centore ha affidato in extremis l’organizzazione ad una ditta specializzata nel settore, trasformando la manifestazione in un appuntamento molto più intimo e folkloristico e dal mancato sapore internazionale. Il risultato è stato ampiamente prevedibile: non sono mancati all’appello i visitatori né la folla di cittadini dispersa per le strade, ma la delusione dei capuani non è rimasta nascosta sotto le maschere. Ne sono l’esempio le tante lamentele postate sui gruppi social della città, così come la foto di una Piazza dei Giudici totalmente deserta di sabato sera, a dimostrazione che se l’evento non ha sfiorato il tracollo, il merito è da attribuirsi esclusivamente ai tanti cittadini che il Carnevale lo sentono nel sangue e che si sono ostinati a non voler oscurare il valore simbolico di una festa  da sempre irrinunciabile. Così, a scanso di equivoci, già sono comparsi i primi salvadanai sui banconi dei tanti negozi del paese, con l’obiettivo di raccogliere fondi sufficienti a restituire al comune campano un Carnevale 2019 degno del proprio nome.

Ma se Capua ha rischiato un’amarissima delusione, salvandosi però in corner, lo stesso non si può dire per il Capoluogo della Provincia. Certo, Caserta non è mai stata famosa per il suo Carnevale, ma è anche vero che da circa sette anni l’evento ha ricevuto una certa attenzione, rinnovandosi sempre in nuovi appuntamenti a colpi di musica folk, sport e street food, grazie alla sinergia tra Asi e Casertaville. Anche quest’anno, la festa più amata dai bambini, avrebbe dovuto coinvolgere i casertani di tutte le età attraverso iniziative spalmate su più giorni e trasformando viale Carlo III in un vero e proprio villaggio di musica e colori. Nulla di tutto ciò. A pochi giorni dall’inizio della ricorrenza, infatti, il programma è stato totalmente “mutilato”, causa l’inaspettato dietro front della maggioranza dei partner commerciali, concentrando l’intero festival in un unico appuntamento domenicale dedicato ai più piccoli. Peccato che anche le aspettative dei tanti bimbi in maschera siano state ulteriormente disattese: in Piazza Dante, punto di ritrovo dell’evento, il Comune non ha disposto l’isola pedonale, costringendo genitori e figli ad un continuo slalom tra le auto in transito.

Così alla fine, come spesso capita, i risultati migliori arrivano da chi meno te lo aspetti. Il premio per il miglior Carnevale sarà attribuito, probabilmente, alla città di Mondragone. Orfana da oltre 10 anni di qualsiasi iniziativa a tema, il comune costiero ha dato vita ad un festival con i fiocchi, grazie alla collaborazione tra l’amministrazione del sindaco Virgilio Pacifico e l’associazione “Riviera di Sinope”. Tra carri allegorici, majorette, sbandieratori e stand eno-gastronomici, il Carnevale mondragonese rappresenta il rilancio di una città che si pone l’obiettivo di diventare punto di riferimento per i comuni limitrofi.

“Con un grande sforzo economico – ha spiegato Pacifico – sostenuto dall’entusiasmo di tutti, abbiamo riportato  il vero carnevale a Mondragone, come segnale di recupero delle nostre migliori tradizioni“.

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