Magistrati e detenuti diventato attori sul palco del Teatro Garibaldi

Grande appuntamento con "Epoché" in programma sabato sera alle 20.00 a Santa Maria Capua Vetere

Santa Maria Capua Vetere - E’ la prima volta, al Teatro Garibaldi, che si esibiscono sullo stesso palco ed insieme magistrati di sorveglianza e detenuti. In questo contesto la Città di Santa Maria Capua Vetere ha inteso essere protagonista di questa significativa esperienza promossa ed organizzata in sinergia tra l’Ufficio di Sorveglianza e il Comune di Santa Maria, in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza della Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, con il patrocinio della Struttura territoriale per il distretto di Corte di Appello di Napoli.

L’evento, organizzato nell’ambito del protocollo di intesa “Educazione alla Legalità”, consiste in una sorta di reading che allo stesso tempo si estende al canto ed alla prosa recitata. Prevede anche il coinvolgimento di circa cinquanta studenti sammaritani che, nelle ultime settimane, hanno partecipato agli incontri tenuti in sala consiliare dai magistrati Filomena Capasso, Lucia De Micco e Marco Puglia sul principio costituzionale della finalità rieducativa della pena finalizzati a consentire agli stessi ragazzi di partecipare all’evento presso il Teatro Garibaldi con maggiore consapevolezza rispetto ai temi trattati.    

Nella filosofia greca il termine epochè stava ad indicare la sospensione avvertita come necessaria ogni qual volta non vi fossero sufficienti elementi per poter rendere un giudizio. L’epochè è, quindi, sospensione, una immaginaria stasi del pensiero giudicante che anela alla conoscenza prima ancora che al giudizio. La performance ha questo titolo perché custodisce, in primo luogo, un invito rivolto allo spettatore: quello di non affrettarsi a giudicare chi porta con sé il pesante marchio del carcere. L’invito ad ascoltare, attraverso l’universale linguaggio del teatro, chi si sente molto spesso inascoltato. Non a caso il teatro riesce a interrompere, sospendendolo, il normale flusso del tempo asservendolo ad un nuovo andamento ed è così che si resta, d’improvviso, sospesi. Questo reading è un progetto comune e condiviso: è la prima volta, nella esperienza italiana, che si esibiscono sullo stesso palco ed insieme magistrati di sorveglianza, detenuti, direttore ed operatori penitenziari, garante.

È un viaggio nella evoluzione stessa del concetto di detenzione che passa attraverso le opere di Raffaele Viviani, Bob Dylan, Konstantinos Kavafis, Giorgio Gaber per raccontare cosa ha significato in passato e cosa oggi significhi l’esperienza carceraria. Questa performance racchiude un messaggio: siamo tutti attori, nessuno escluso, del destino della nostra società. Solo esibendoci insieme, possiamo plasmarlo e modellarlo nel perseguimento del bene comune. 

Lo spettacolo, con la regia di Marco Puglia, prevede la partecipazione, in rigoroso ordine alfabetico, di: Alberto Brando, Milena Capasso, Felicia Carfora, Lucia De Micco, Vincenzo De Simone, Pasquale Di Palma, Giuseppe Donnarumma, Fiorella Federici, Massimiliano Foggia, Oriana Iuliano, Vincenzo Maglione, Filippo Morace, Giacinto Nacaroma, Carlo Palumbo, Francesco Polito, lo stesso Marco Puglia, Giovanna Tesoro e Maria Vaia. Direttore di scena Francesco Mercone, organizzazione logistica Lorenzo D’Amico, supervisione musicale Filippo Morace e Fiorella Federici, elementi scenici Pasquale Di Palma.

L’evento verrà inoltre trasmesso in diretta streaming sul canale Kairos Tv dell’Arcidiocesi di Capua.

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