Etica,legalità e nuovo codice antimafia. Giornata di studio a Portico di Caserta

Tra i relatori i magistrati Raffaello Magi, Marcella Suma, Alessandro D'Alessio e Lucio Aschettino

Portico di Caserta - Etica e legalità. Due parole chiave per sviscerare pareri, opinioni e un’ampia discussione sul tema della prevenzione contro le mafie e l’approvazione del nuovo codice antimafia, il testo approvato in via definitiva alla Camera lo scorso 27 settembre. Di fronte ad una nutrita platea, moderati dall’avvocato Francesco Piccirillo, nel corso di una lunga giornata di studio e formazione - ne hanno discusso l’avvocato Giuseppe Stellato, Marcella Suma, magistrato del Tribunale di Napoli, Alessandro D’Alessio, della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Massimo Urbano, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Raffaello Magi, giudice della Corte di cassazione, e Lucio Aschettino, del Consiglio superiore della magistratura. Ad introdurre i relatori, il sindaco di Portico di Caserta Giuseppe Oliviero, l’assessore alla Cultura, Maria Giuseppa Merola, i presidenti dell’Ordine dei commercialisti di Caserta, Luigi Fabozzi, e degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere, Carlo Grillo, che hanno patrocinato l’evento. A fare da padroni di casa, gli organizzatori della giornata tematica, la sezione locale dell’Associazione carabinieri, presieduta da Mario Ventriglia, e la Pro Loco.

Il Codice, i cui molteplici aspetti sono stati passati al vaglio dei relatori, renderebbe più veloce la confisca dei beni, migliorarebbe il controllo sulle infiltrazioni mafiose nelle aziende, più trasparente la selezione degli amministrazioni giudiziari dei beni confiscati e tutelerebbe maggiormente i posti di lavoro nelle aziende sequestrate.

Attorno all’attuazione del testo sono state, tuttaviem numerose le polemiche su un aspetto particolare che, di fatto, prevede l’equiparazione di reati contro l’amministrazione pubblica, come corruzione e concussione, a quelli di associazione mafiosa.

Tra gli interventi più decisi sul nuovo indirizzo legislativo, quello di Alessandro D’alessio della Direzione Distrettuale antimafia di Napoli:

“Abbiamo finalmente una legge che stabilisce che se un pubblico amministratore commette delitti di corruzione o è indiziato per lo svolgere di questo tipo condotta nell’ambito di un’organizzazione che ha come scopo quello di corrompere, non credo sia così pazzesco prevedere che a queste persone sia non solo applicata la sorveglianza speciale, ma siano tolti quei beni ricavati da tali attività illecite” ha dichiarato D’Alessio.

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