"Edifici fatiscenti e rischio chiusura": la protesta degli studenti casertani

Ieri l'incontro presso la sede della Cgil a Caserta. Il presidente di ‘Rete Informale Genitori’ Marzuillo: "Ci prepariamo a incontrare il Presidente della Provincia"

Caserta - (di Alessia Aulicino) - Riorganizzare i comitati studenteschi, raccogliere testimonianze sulle condizioni strutturali dei vari edifici scolastici e creare una rete che possa mettere in collegamento diretto gli alunni di tutte le scuole superiori del casertano. Questi sono stati i punti fondamentali affrontati durante l’assemblea di ieri presso la sede della Cgildi Caserta dal gruppo “Studenti in rotta contro la bancarotta” e che ha visto la partecipazione di ragazzi provenienti da circa 20 scuole della provincia. Ma al centro del dibattito sempre, lo stesso identico problema: quello che da oltre un anno attanaglia genitori, studenti e insegnanti, ovvero la paura di varcare ogni giorno i cancelli di strutture quasi sempre inagibili e con gravi carenze in materia di sicurezza, sprovviste dei dovuti certificati ed in perenne rischio chiusura. Una situazione insostenibile i cui provvedimenti continuano ad essere procrastinati a date mai definite e che conserva, come il simbolo di una inarrestabile decadenza, l’episodio del crollo del tetto ferroso dell’istituto Alessandro Volta di Aversa. Un incidente che, nella sua eccezionalità, non ha causato vittime o feriti ma che rappresenta il monito incontrovertibile di una catastrofe annunciata, impossibile da inquadrare come un fenomeno di imponderabile fatalità.

I numeri del Mezzogiorno sono da incubo: in Campania quasi 9 scuole su 10 non possiedono il certificato di agibilità statica. Ma è proprio la provincia di Caserta a destare maggiori preoccupazioni: gli edifici sono totalmente carenti anche in materia di sicurezza antincendio ed a ciò si affiancano piani d’emergenza scritti su carta ma inattuabili nella concretezza.

Una situazione insostenibile di fronte alla quale gli studenti continuano a ritrovarsi totalmente impotenti. Perché, se da un lato è vero che solo attraverso comizi e proteste è possibile evitare lo spegnersi della luce dei riflettori, dall’altra le esperienze dello scorso anno smorzano ogni entusiasmo. Un corteo di oltre 18mila persone, decine di manifestazione nelle piazze, articoli apparsi sulle principali testate giornalistiche nazionali, l’aver portato la propria voce nei principali luoghi istituzionali, perfino alle orecchie della ministra Fedeli: nulla di tutto ciò ha condotto a risultati in questo lungo e travagliato 2017, se non ad un pugno di vane promesse che continuano a rimbalzare di responsabilità in responsabilità, assumendo mutevoli aspetti in base alla personalità di turno che le pronuncia.

“Essere chiari, uniti e responsabili al fine di far valere il ruolo non solo di studenti, ma anche di generazione destinata, un giorno, a prendere le redini di questo Paese" questo l’impegno preso, con estrema maturità, dai ragazzi di  ‘Studenti in rotta’ e che li porterà ad intraprendere un nuovo periodo (si spera breve) di pacifiche ma acute proteste. "Sappiamo che la strada sarà lunga e che, per rendere le nostre scuole dei luoghi sicuri non basteranno pochi mesi, bensì anni - spiegano ancora gli studenti - Probabilmente a beneficiare di eventuali cambiamenti non saremo noi ma gli studenti che ci succederanno. Continuiamo a considerarla una battaglia nostra, anche se la maggior parte dei nostri componenti si prepara a sostenere quest’anno la maturità. E’ un percorso che deve iniziare adesso, prima che accada l’irreparabile”.

Estremamente dure anche le dichiarazioni di Umberto Marzuillo, presidente della “Rete Informale Genitori” e da sempre in prima linea nella lotta per diritti degli studenti casertani: “Le proroghe alla chiusura delle scuole, concesse all’inizio dell’anno scolastico, avrebbero dovuto predisporre un percorso che si prefissava di condurre, nel più breve tempo possibile, alla consegna dei certificati di sicurezza e agibilità. Non solo non è stata individuata nessuna data ufficiale, ma nessun cammino è ancora iniziato - spiega Marzuillo - Parole di supporto erano giunte anche lo scorso 12 ottobre dal neoeletto presidente della Provincia Magliocca. Noi, genitori della Rete Informale, siamo pronti ad incontrarlo nei prossimi giorni per conoscere quali saranno le modalità e le tempistiche che porteranno alla risoluzione di questo problema. Gli eventi di questi ultimi periodi, dal sequestro dell’ istituto Buonarroti di Caserta all’incidente del liceo Volta di Aversa, sono l’emblema di ciò che non dovrebbe mai accadere.”

E proprio in riferimento alla recente vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’Itc Buonarroti, Marzuillo ricalca: “C’è la volontà da parte del comitato dell’istituto, unitamente alla nostra Rete, di portare avanti nelle sedi deputate e legittime qualsivoglia forma di diritto allo studio. Non si esclude il ricorso al Tar nel caso in cui non vengano presi celeri provvedimenti. Perché questa – conclude Marzuillo - è una battaglia di civiltà, un obbligo morale di tutti. Una causa che portiamo avanti non solo come genitori che, in questo dato contesto temporale, vedono i propri figli frequentare gli istituti superiori casertani, ma per perseguire un sogno che vede le scuole della nostra provincia come ‘fiore all’occhiello’ dell’istruzione nazionale. Eppure, solo per adesso, basterebbe non avere il terrore che un semplice temporale invernale si trasformi in una amara ed irreparabile disgrazia”.

 

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