Il Porto di Napoli decimo nella classifica italiana

Luci ed ombre nella competitività degli scali campani

Durante il convegno finale del progetto MAR.TE., presso Villa Doria d’Angri di Napoli, è stato annunciato il primo ranking degli scali italiani ad un anno dalla riforma portuale che ha introdotto le nuove 15 Autorità di Sistema Portuale (AdSP). I risultati del progetto, frutto di una impegnativa attività di ricerca e di un costante monitoraggio delle attività portuali, sono stati sviluppati attraverso un modello di analisi basato su sei fattori critici di successo (Port Logistics, Governance Efficiency, Economics & Finance, Socio-economics impact, Market trend & Communication e Green challenges), articolato in sei macro-indicatori, 22 mesoindicatori ed 88 micro-indicatori. «La classifica mette in evidenza quanto i porti italiani siano ancora lontani dal raggiungere livelli di competitività nordeuropei - spiega Marco Ferretti, Presidente di MAR.TE. S.c.a.r.l. e Professore di Corporate Strategy presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope -. In questo quadro poco confortante gli scali meridionali si trovano in una posizione di grande debolezza rispetto al Sistema Paese. Lo scenario può apparire ancora più grave se lo si confronta con le principali realtà portuali del Nord Europa, del Medio ed Estremo Oriente. Tuttavia, la decisione del governo cinese di puntare in Europa sull’Italia, per il grande progetto della "Nuova via delle seta”, dovrebbe essere lo stimolo per far capire quanto possiamo diventare l'ultimo e fondamentale snodo di questo grandioso piano per l'ingresso nell'Europa continentale delle merci provenienti dall’Oriente. Bisogna svegliarsi perché i tempi sono maturi e le Autorità di Sistema Portuale italiane non devono e non possono permettersi il lusso di restare ferme in mezzo al guado. Il rischio di affogare è troppo grande».

Dati Autorità di Sistema portuale italiano

Dal punto di vista della Logistica, che riguarda la qualità infrastrutturale e la connettività, al primo posto si piazza l’AdSP del Mare Adriatico settentrionale con sede nel porto di Venezia (67,30 su 100), al secondo quella del Mar Ligure occidentale (Genova con 66/100), al terzo quella del Mare Adriatico orientale (Trieste con 62/100). Al settimo, invece, l’AdSP del Mar Tirreno centrale che comprende i porti di Napoli, Salerno e Castellammare (50,35/100). Sul tema dei dati Economici e Finanziari i risultati dello studio non appaiono confortanti. In testa alla classifica si trova l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico orientale (Trieste con 59,38/100), a seguire quella del Mar Adriatico centro-settentrionale (Ravenna con 58,13/100) e quella del Mar Ligure occidentale (Genova con 56,81/100), mentre Napoli, Salerno e Castellammare si fermano alla dodicesima posizione con 49,63/100. Per la Governance, ossia l'insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo della struttura porto, al primo posto si attesta l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centro-settentrionale con sede a Civitavecchia (77/100), seconda quella del Mare Adriatico centro-settentrionale (Ravenna con 74,5/100), e terza quella del Mare Adriatico settentrionale (Venezia con 71,5/100), Napoli e Salerno (52,5/100) si trovano alla quattordicesima posizione. Dal punto di vista dell’Impatto socio-economico sul territorio, il primato lo ottiene l’Autorità di Sistema Portuale che comprende lo scalo di Napoli, Salerno e Castellammare (49,84/100), a seguire quella del Mar Adriatico centrale (Ancona) che raggiunge lo stesso punteggio della Autorità del Mare Adriatico settentrionale (Venezia con 43,81/100). Nello studio si è dato inoltre risalto alla Comunicazione ed al market trend degli scali italiani, soffermando l’attenzione sulla comunicazione istituzionale e sull’utilizzo dei Social Media da parte delle Autorità Portuali. Nella classifica stilata, sul podio si trova l’Autorità del Mar Tirreno centro-settentrionale (Civitavecchia con 60,95/100), seconda quella del Mare Adriatico settentrionale (Venezia con 54,29/100), terza l’AdSP del Mar Ligure occidentale (Genova con 44,52/100), mentre al quarto posto c’è quella del Mar Tirreno centrale (Napoli con 35,48/100). Altro tema di grande impatto è quello relativo all’ecosostenibilità. L’area di interesse relativa alle Green Challenges vede in prima linea ancora una volta l’Autorità Portuale del Mare Adriatico settentrionale (Venezia con 87,78/100), seconda quella del Mar Ligure occidentale (Genova con 73,06/100) e terza l’Autorità del Mar tirreno settentrionale (Livorno con 64,17/100). Napoli, Salerno e Castellammare si posizionano solo al dodicesimo posto (20/100).

Sintesi

Dalla somma degli indicatori presi in analisi sono emersi i seguenti risultati: Al primo posto della classifica finale si trova l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico settentrionale (Venezia con 63,25/100), a seguire quella del Mar Ligure occidentale (Genova con 57,73/100), al terzo l’AdSP del Mar Tirreno centrosettentrionale (Civitavecchia con 53,45/100), mentre quella di Napoli, che comprende anche gli scali portuali di Salerno e Castellammare si attesta al decimo posto del ranking con 42,96/100, al di sotto della media nazionale stimata in 46,38/100.

Il Progetto MAR.TE. 

Il Progetto MAR.TE. nasce nel 2013 ad opera di soggetti attuatori che appartengono sia alla sfera pubblica che a quella privata ed analizza alcuni dei temi fondamentali alla base della recente riforma portuale e dei conseguenti cambiamenti che hanno interessato la gestione degli scali italiani. Le attività di ricerca sviluppate mirano a ristrutturare alcuni dei processi più critici in ambito portuale, con una forte attenzione alle tematiche ambientali ed alla crescita sostenibile. 

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