Portico di Caserta. Forno crematorio: è scontro tra amministrazione e società appaltatrice

Maggioranza e minoranza dicono no all'impianto. Sarno (Servizi cimiteriali per animali Srl): "E'ora di fare chiarezza"

Portico di Caserta - AGGIORNAMENTO

E' di queste ultime ore l'ultima novità relativa alla vicenda forno crematorio. Nel pomeriggio di oggi, è stata, infatti, diramata e pubblicata la comunicazione da parte dell'Ufficio tecnico che stabilisce il divieto a proseguire i lavori richiesti all'interno dell'edificio che avrebbe dovuto ospitare l'impianto di cremazione di animali domestici.

L'ufficio tecnico del Comune di Portico di Caserta, dalla verifica della documentazione e da un sopralluogo del sito, avrebbe riscontrato difformità del fabbricato industriale rispetto al permesso a costruire rilasciato nel 2003.

Di seguito una parte del testo dell'ordinanza, si legge quindi che "considerato che si rende necessario emettere opportuna ordinanza di sospensione dei lavori richiesti con la Scia 25/2017 nelle more di emettere ulteriore ordinanza per le opere difformi dal permesso di costruire n.29/2003 del 27/11/2003 oltre ad emettere provvedimento di revoca del certificato di agibilità trasmesso con nota prot. 10363 del 27/12/2005, a danno dei responsabili degli abusi oltre alla rimozione dei lavori già eseguiti in difformità del titolo abitativo con permesso di costruire n. 29/2003 del 27/11/2003 - ORDINA di sospendere i lavori richiesti "per la diversa distribuzione interna e rifacimento servizi igienici" oltre alla rimozione di lavori eventualmente già eseguiti non conformi alla normativa vigente" 

 

 

(Mi) Fido o no? La querelle sull’installazione di un forno crematorio per cani e gatti nella zona industriale di Via Carlo Alberto Dalla Chiesa (Fido è il nome dell’impianto il cui progetto è stato presentato per la prima volta nel 2016) tiene banco ormai da settimane assumendo i contorni di una protesta che sembra aver unito per l’occasione la maggioranza guidata dal sindaco Giuseppe Oliviero e il gruppo di minoranza Prima Portico di Gerardo Massaro. Il grido è stato unanime: no all’impianto, no a quello che viene percepito da entrambi i fronti come un potenziale pericolo per l’ambiente. La discussione che approderà nel prossimo consiglio comunale, previsto tra il 9 e il 12 novembre, è stata preceduta da una petizione popolare, da un’assemblea tenutasi in aula consiliare lo scorso 28 Ottobre e da una battaglia sociale e mediatica scatenata per ribadire la volontà di adoperarsi, nei limiti dei regolamenti previsti dalla legge, per impedire l’avanzamento dell’iter di installazione dell’impianto.

«Sono venuto a conoscenza di questo progetto da pochissime settimane, nonostante nel momento in cui mi sono insediato a giugno, io abbia chiesto agli uffici competenti di relazionare sulle pratiche in sospeso più importanti – è quanto dichiarato in questi giorni sulla vicenda dal primo cittadino Oliviero -  Ora, da sindaco, devo stare dalla parte dei cittadini e rispondere alle loro richieste. Mi opporrò all’installazione del forno nei limiti di tutto ciò che la legge mi consentirà di fare»

A fare da contraltare alla protesta, tuttavia, c’è la voce di chi quell’impianto lo dovrà realizzare, ovvero la società Servizi Cimiteriali per animali Srl, appaltatrice del forno crematorio. Incassati gli attacchi, la società punta a fare chiarezza: «Le parole se le porta via il vento, le nostre polveri no. Parte da questa sottile e veritiera osservazione l’esigenza di puntualizzare alcune cose alla luce del caos mediatico scatenato negli ultimi giorni a nostre spese – esordisce così la nota stampa dell’amministratore Luigi Sarno.

 «Ci teniamo innanzitutto a sciogliere ogni riserva in merito alla paventata compartecipazione nella nostra Società dell’azienda funebre ‘Fratelli Cerreto srl’, che di fatto nulla a che a vedere con noi, come invece affermato da numerosi quotidiani locali. E’ da circa due anni che la società Servizi Cimiteriali srl lavora per ottenere pareri e autorizzazioni da parte di esperti e tecnici Arpac, Asl e Regione Campania.L’impianto di cremazione, oggetto di enormi discussioni nei giorni scorsi, ha ottenuto dai competenti organi di verifica e controllo tutti i permessi richiesti relativi all’immissione in atmosfera, agli scarichi in fogna ed impatto acustico, in particolare l’ARPAC ha richiesto a titolo di prescrizione il monitoraggio in continuo del tenore di ossigeno in uscita».

Pareri che evidentemente non sono serviti a tranquillizzare i cittadini.

Disponibile ad un confronto con gli amministratori, all’interno della nota la società ha ribadito il proprio status di attività «derubricata di “Prima Categoria”, ovvero alla stregua di altrettanti attività presenti nel comparto industriale di Portico di Caserta, come ad esempio l’attigua falegnameria e quella a latere carrozzeria e verniciatura, e così tante altre.»

«Sono due i fattori che ci hanno spinti a portare avanti il nostro progetto – continua Sarno - da un lato la crescente presenza di animali da compagnia nelle famiglie italiane, che oggi raggiunge il 50%, dall’altro le disposizioni di polizia veterinaria relative al decesso dell’animale da compagnia. Le disposizioni impongono che il decesso dell’animale venga supportato da un certificato medico veterinario che ne attesti la causa di morte, ciò per scongiurare potenziali rischi di malattie o epidemie trasmissibili anche all’uomo. Spesso si assiste all’interramento di animali in terreni privati o pubblici abbandonati, altri invece rinvenuti in cassonetti dell’immondizia o abbandonati nei luoghi pubblici, condizioni che purtroppo indicato un grado di civiltà mai raggiunto».

Fondamentale sarà allora la prossima seduta di Consiglio, in cui il passaggio immediato potrebbe essere una modifica organica al regolamento (come chiesto anche dalla minoranza) che disciplina gli insediamenti in Area Pia, area su cui grava da anni un vuoto normativo.

In questo modo si aprirebbe, o almeno sarebbe auspicabile, un’azione globale volta ad accertare, perché no, lo stato dell’arte di tutta l’area industriale e l’effettivo impatto ambientale degli impianti già installati.

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