Controllo del territorio e integrazione. A Castel Volturno arriva la Commissione parlamentare migranti

Ieri, al presidio ospedaliero Pineta Grande la visita del presidente della commissione migranti Federico Gelli

Castel Volturno - Lo Stato arriva a Castel Volturno. Arriva nelle vesti della Commissione parlamentare guidata dal Presidente Federico Gelli e dall’onorevole casertana Camilla Sgambato, membro del medesimo organismo.

Un sopralluogo, una visita sul campo serviti a Gelli per vedere da vicino lo status quo di Castel Volturno, per la prima volta portato all’attenzione della commissione durante l’audizione congiunta a Roma del sindaco Dimitri Russo e del direttore generale della clinica Pineta Grande Vincenzo Schiavone, il 14 giugno del 2016.

E dallo stesso presidio ospedaliero è ripartito l’itinerario di Gelli alla scoperta di un territorio, delle sue esigenze e di possibili soluzioni per ripartire in nome di un sospirato piano strutturale che risponda alle peculiarità di un’area unica nelle sue complessità e bisognosa di risposte altrettanto mirate.

Accompagnato dal direttore della clinica Schiavone, e dall’onorevole Camilla Sgambato, Gelli ha ascoltato in una seduta a porte chiuse le autorità, tra cui il Prefetto di Caserta, il Questore, il comandante provinciale dell’arma dei carabinieri, e il commissario straordinario Francesco Antonio Cappetta, insediatosi a Castel Volturno lo scorso agosto, senza avere tuttavia i fondi necessari ad attuare piani di inclusione sociali per i migranti.

La seconda parte della giornata ha visto protagonista chi sul territorio lavora quotidianamente per e con la popolazione immigrata: Caritas di Caserta, Centro sociale Ex Canapificio e del Movimento Migranti e Rifugiati, Centro “Fernandes”, Emergency, Distretto Sanitario dell’Asl e l’UOD Salute della Regione Campania. A loro, Gelli ha riservato una sessione di audizioni grazie alla quale ha raccolto una fotografia dettagliata dell’urgenza sociale legata al tema migranti.

Lo stato dell’arte del litorale si è presentato alla commissione come uno spasmodico “sistema- matrioska” in cui ogni problema finisce per inglobarne un altro altrettanto serio e datato. Perché sulle parole abusivismo, infrastrutture, migranti, integrazione, qui più che altrove, giace una coltre di polvere lunga trent’anni. Se sul piano nazionale, il focus sul tema immigrazione è legato ai nuovi arrivi, ai richiedenti asilo e ai migranti economici, nell’area di Castel Volturno la barra dell’attenzione deve essere riportata su un binario antecedente agli sviluppi odierni, e quindi, necessariamente su un piano di intervento che tenga conto di chi qui sopravvive da decenni in condizioni di irregolarità. Se ci sono strumenti normativi è indispensabile attuarli, alla luce soprattutto di una chiara volontà politica.

Alla richiesta dell’onorevole Sgambato fa eco quella delle associazioni: «Bisogna uscire dalla logica dell’emergenza e ricercare risorse per un tempestivo intervento di natura strutturale» – è un mantra più volte ripetuto per alludere ad un piano di risanamento pensato ad hoc per Castel Volturno.

Urge allora ripartire dal dato reale e su quello costruire soluzioni. Per Gelli, dunque, «La priorità più importante è quella di un corretto censimento sulla popolazione dei migranti non regolari presenti su questo territorio. Un’altra, è quella di dotare le forze di polizia che lavorano sul territorio di maggiori risorse organiche».

Controllo del territorio quindi, ma anche integrazione, parola che qui non può non tener presente l’enorme difficoltà di relazione che i migranti hanno con chi eroga servizi. L’idea di dotare questi ultimi (si pensi a ospedale, comune, commissariato, asl) di mediatori culturali è negli interventi previsti dalla Commissione.

Ma tutto questo come si traduce sul piano finanziario? «Le risorse - spiega Gelli - devono provenire da progetti finanziati di livello europeo, e il Commissario sta gia' lavorando con la Regione nell'individuazione dei fondi e nella progettazione degli interventi; c'e' poi la possibilita' di intervenire su fondi statali, gia' nella prossima manovra di bilancio, per reperire risorse mirate, e sui fondi dedicati all'assistenza sanitaria degli immigrati previsti dal Ministero della Salute».

 

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