La marcia del prof che lotta per lo ius soli. Oggi tappa a Castel Volturno

Il 75enne in pensione, partito da Altavilla Irpina raggiungerà a piedi Palazzo Madama per presentare la sua petizione

Castel Volturno - «Gli uomini passano, le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini». Giovanni Falcone pronunciò questa frase fermamente convinto della capacità umana di far valere valori come la legalità e la democrazia. Quelle parole, per alcuni versi così lontane, sembrano oggi ritrovare senso nel descrivere i contorni della bella esperienza di Sergio Simeone, della sua battaglia per lo Ius soli, e della particolare modalità di richiedere al Senato un’accelerata sui tempi di approvazione del diritto alla cittadinanza per le migliaia di immigrati nati in Italia.

E’ una battaglia quello per lo Ius soli, che il 75enne professore di diritto e filosofia, originario di Altavilla Irpina, sta conducendo sulle e con le sue gambe. E non solo metaforicamente.

Zaino in spalla e abbigliamento da trekking, lo scorso 20 Ottobre, Sergio si è messo in marcia dall’Irpinia per raggiungere a piedi Palazzo Madama, dove il prossimo 3 novembre presenterà al Presidente del Senato Pietro Grasso la sua petizione.

Oggi, tra le tappe che segnano la sua marcia pro Ius soli, il prof si è fermato a Castel Volturno, accolto dal sindaco Dimitri Russo e dai responsabili del Centro Fernandes. Domani mattina, ripartirà da qui, percorrendo la strada dei ragazzi, delle centinaia di ragazzi che qui sono nati, hanno studiato, si sono formati da italiani, ma che di fatto, per la legge, italiani non sono.

Da Castel Volturno, Sergio arriverà a Mondragone, e poi Gaeta, Sperlonga, Terracina, Velletri, fino a Roma, dove le sue gambe si fermeranno davanti a Palazzo Madama. Le sue idee, la sua lotta no. Le gambe del prof continueranno a sostenerne peso e valore.

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